Intervista a tutto campo del Papa: riforma Chiesa, gay, donne

papa2Città del Vaticano, 19 settembre – Prima intervista di Papa Francesco. Jorge Mario Bergoglio l’ha concessa al direttore di Civiltà cattolica, il “confratello” gesuita Antonio Spadaro. L’annuncio su Twitter poco prima delle 17 dall’account del quindicinale. L’intervista – pubblicata su 16 riviste dei gesuiti di tutto il mondo – è a tutto campo, dal proprio passato alla formazione gesuitica, dalla riforma della Chiesa al ruolo dei dicasteri vaticani, dalle nozze gay ai divorziati risposati.

“Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione”, afferma il Papa. “I dicasteri romani sono al servizio del Papa e dei Vescovi: devono aiutare sia le Chiese particolari sia le Conferenze episcopali. Sono meccanismi di aiuto. In alcuni casi, quando non sono bene intesi, invece, corrono il rischio di diventare organismi di censura”. E ancora. “E’ necessario ampliare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa”, “bisogna lavorare di più per fare una profonda teologia della donna” e “il genio femminile è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti”.

Il Papa torna sui concetti di missionarietà e vicinanza al popolo di Dio. “La prima riforma deve essere quella dell’atteggiamento. I ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi. Il popolo di Dio vuole pastori e non funzionari o chierici di Stato”, afferma. La cosa di cui la Chiesa ha più bisogno? “La capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità… E bisogna cominciare dal basso”. Così Papa Francesco nell’intervista rilasciata al direttore di Civiltà cattolica Antonio Spadaro e diffusa oggi in anteprima. “Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. E’ inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto”. (TMNews)

Tra i molti punti toccati, c’è spazio anche per i ricordi personali. “Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato ad avere seri problemi e ad essere accusato di essere ultraconservatore. Ho vissuto un tempo di grande crisi interiore quando ero a Cordova. Ecco, no, non sono stato certo come la Beata Imelda, ma non sono mai stato di destra”.