Nuove Br ai No-Tav: passo avanti. Il governo invia duecento militari in Val di Susa.

t1Roma, 20 settembre – Il movimento No Tav deve “compiere un altro salto in avanti, politico, organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare”. Lo scrivono Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, delle cosiddette ‘Nuove Br’, in un documento apparso su internet. Le “ultime misure sono drastiche: militarizzazione aggravata con conseguenti minacce penali – scrivono i due brigatisti -, e fino a quella (per ora solo agitata) di imputazione terroristico-eversiva. Ci si trova appunto stretti in quel bivio: compiere un altro salto in avanti, politico- organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare”.
Il Movimento No Tav prende immediatamente le distanze dalle parole che Davanzo e Sisi: Alberto Perino, tra i leader storici del movimento valsusino che lotta contro l’alta velocita’ Torino-Lione, e’ categorico e non lascia spazio ad apparentamenti di alcun tipo: “Respingiamo al mittente ogni parola. Non abbiamo nulla da condividere con questa gente”. “Lo Stato fa lo Stato. La Tav si fara’. Delinquenti e bombaroli si rassegnino”, afferma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Andremo avanti – assicura il ministro – ribadendo che un’opera strategica, decisa rispettando tutte le procedure di legge e ascoltando le popolazioni, non puo’ essere bloccata da chi, colluso dell’eversione e della violenza, pretende di contrapporsi alla legge e alla democrazia”.
“Ecco perche’ – conclude Alfano – dopo aver protetto piu’ efficacemente con il decreto dell’8 agosto i luoghi del cantiere, oggi rafforziamo i contingenti che proteggeranno l’avvio dei lavori della ‘talpa’, nonche’ abbiamo scelto come prefetto una donna di grande esperienza di territorio e di ordine pubblico”. “Dopo un’approfondita analisi delle manifestazioni di protesta e dei recenti episodi di danneggiamento a carico di alcune imprese, legati alla realizzazione della Tav Torino-Lione – rende noto il Viminale – il Comitato, nell’evidenziare la necessita’ di tenere alto il livello di attenzione e vigilanza, ha deliberato, attraverso una rimodulazione del Piano di impiego dei militari nel controllo degli obiettivi a rischio, l’invio di ulteriori 200 unita’ per le esigenze di sicurezza del cantiere Tav in Val di Susa”.
(AGI) .