Finisce in bici contro un’auto, multata a dieci anni: «Guida pericolosa»

SOS1307538Bologna, 22 settembre 2013 – «È uno scherzo?». Quando l’ha vista, scritta nero su giallo, è rimasta sorpresa anche lei, la multata. Per quale infrazione? Perché non ha conservato «il controllo del proprio veicolo», perché non è stata in grado «di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile». Così recita il secondo comma dell’ articolo 141 del codice della Strada. Totale 44 euro, che se non si pagano subito diventano 52 per la notifica. Una multa come un’altra? Non proprio. La polizia municipale ha elevato questa contravvenzione a Paola, una bambina di 10 anni.

Ma come, guidava un’auto? Una moto? No, lei viaggiava con la sua piccola bici in una stradina senza uscita di Casteldebole (alla periferia di Bologna), via De Nicola, seguendo il papà e la sorella di 12 anni. La storia è paradossale, ma al comando dei vigili urbani hanno detto al papà della piccola che così prevede il codice, dunque non si poteva fare altrimenti. Dura lex sed lex. Ma davvero Paola con la sua bici (piccola, sì) ha fatto tutto quello che le viene contestato?

Secondo il suo papà i fatti sono andati in tutt’altro modo. Il 16 giugno scorso alle 19.20 il piccolo torpedone familiare s’avvia in bici, in fila come le anatre, col papà davanti e le figlie dietro, verso il parco di Casteldebole a cercare qualche amichetto e un po’ di fresco. A un certo punto però Paola, ultima della fila, scivola e cade dalla bici andando a sbattere contro il retro di un’Audi A4 Station Wagon e poi a terra. La piccola sbatte il mento contro la carrozzeria e si taglia. Esce del sangue. Piange. E l’auto? Il lunotto posteriore presenta due buchi. Come il segno di due pugni. Li ha causati l’impatto? Strano, sostiene il genitore, data l’altezza della bambina e soprattutto della bicicletta. Il proprietario vede la scena dalla terrazza di casa sua, lì di fronte, dove sta fumando una sigaretta, e scende subito in strada per chiedere le generalità del papà, ritenendo sua figlia responsabile del danno. Lo scambio avviene, ma Paola deve andare al pronto soccorso: per compilare la constatazione amichevole c’è tempo. Il papà va al Maggiore per poi finire al Sant’Orsola, dove a Paola verranno dati 15 punti. Intanto il proprietario dell’auto chiama i vigili per denunciare l’accaduto. Cosa che avviene: «Lei deve ripagarmi il danno subito», dice al papà di Paola, che, per non discutere (qualcuno gli ha spiegato che se fa molto caldo e il vetro ha una piccola frattura, anche precedente, può implodere improvvisamente), paga e ripara: più di 400 euro. Una brutta giornata: la figlia in ospedale e maxi spesa imprevista.

Due giorni fa l’altra sorpresa: arriva a casa la multa indirizzata a Paola, 10 anni. E, cosa strana, con una data diversa da quella dell’incidente e del referto del Sant’Orsola: 3 agosto. Il papà chiede, si informa, domanda incredulo, ma riceve sempre la stessa spiegazione: «In presenza di un incidente siamo costretti a elevare la multa a chi ha torto, e in questo caso visto che c’era lei con sua figlia, l’abbiamo addebitata a lei».

E ora, visto che l’articolo 141 lo prevede, a chi verranno tolti i punti? Sarebbe interessante leggere le motivazioni del verbale. «Ho chiesto di poterlo visionare — spiega il genitore — ma per farlo devo versare ben 75 euro». E ora? «Mi sento beffato due volte. Riparo un danno che non so se abbia causato mia figlia, a lei danno 15 punti sul mento e ora mi arriva anche la multa. Cercherò di capire se e come fare ricorso». Se invece della bici fosse stato un triciclo, niente multa: «perché non può viaggiare in strada», dicono i vigili. Ma un bambino può sempre cadere dal marciapiede e danneggiare un’auto parcheggiata. Le domande su un episodio del genere si sprecano. Solo la bici è uscita indenne da questo incredibile, e a quanto pare violentissimo, incidente. Lei sì, non si è fatta un graffio. (corriere.it)