Cina: ergastolo per Bo Xilai, ex astro nascente Partito Comunista

p5Pechino, 23 settembre 2013 – E’ stato condannato all’ergastolo l’ex segretario del Partito Comunista della metropoli di Chongqing, Bo Xilai. La sentenza e’ stata pronunciata questa mattina alle dieci (le 4 del mattino in Italia) dai giudici della Corte Intermedia del Popolo di Jinan, nella Cina orientale. Il processo nei confronti dell’ex ambizioso leader -caduto in disgrazia lo scorso anno dopo un lungo processo di epurazione- si era tenuto dal 22 al 26 agosto scorso. Bo Xilai, oggi sessantaquattrenne, era finito sotto processo per i reati di corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere. Oltre alla condanna al carcere a vita, la Corte ha ordinato il sequestro di tutti beni e ha privato Bo dei diritti politici a vita. “Bo Xilai era un servitore dello Stato -si legge nella sentenza- ha abusato del proprio potere provocando un enorme danno al Paese e al Popolo”. A partire da domani, Bo Xilai avra’ dieci giorni di tempo per ricorrere in appello, ha poi specificato la Corte. Prima della rimozione da tutte le cariche, Bo Xilai era uno dei 25 membri dell’Ufficio Politico del PCC ed era candidato a un posto di primo piano nel Comitato Permanente del Politburo, il vertice del potere in Cina.
Ingenti le misure di sicurezza messe in atto dalle forze dell’ordine di Jinan, che nella mattinata di oggi avevano sbarrato le strade di accesso al tribunale, come riportano su internet diversi osservatori presenti sul posto. La Corte ha bloccato gli aggiornamenti e i post in arrivo sul suo account Weibo, il popolare sito di social network cinese fino all’uscita della sentenza. Bo Xilai e’ stato condannato al massimo della pena per tutti e tre reati a lui ascritti. La Corte ha rigettato tutti gli argomenti della difesa, comprese le obiezioni sulla validita’ della testimonianza della moglie di Bo, Gu Kailai, per stato di infermita’ mentale della donna.
Durante il processo Bo Xilai si e’ sempre dichiarato non colpevole delle accuse a lui ascritte, anche se in un due occasioni ha ammesso le proprie responsabilita’ per alcune decisioni prese. L’ex astro nascente della politica cinese si e’ dovuto difendere dalle accuse della moglie, Gu Kailai, e dell’allora capo della polizia di Chongqing, Wang Lijun. Altro grande accusatore di Bo, per il reato di corruzione, e’ stato l’imprenditore di Dalian, Xu Ming, che Bo conosceva da venti anni, dai tempi in cui era sindaco della citta’ portuale cinese. Bo Xilai ha dovuto rispondere di tangenti per decine di milioni di yuan ricevute nel corso degli anni e di numerosi favori e regali ricevuti dalla sua famiglia da parte dell’imprenditore oggi presidente del gruppo Dailan Shide che opera in diversi campi, dal settore delle costruzioni a quello petrolchimico. Sia la moglie di Bo, che l’ex braccio destro Wang Lijun sono gia’ stati processati per vicende relative ai reati ascritti allo stesso Bo Xilai. Gu Kailai e’ stata condannata alla pena di morte sospesa nell’agosto 2012 per l’omicidio di Neil Heywood, un uomo d’affari inglese che lavorava alle dipendenze della famiglia, mentre Wang Lijun e’ stato condannato a 15 anni di carcere con le accuse di diserzione, corruzione, abuso di potere e per avere piegato la legge a fini personali. Proprio la fuga di Wang Lijun al consolato statunitense di Chengdu, nel sud della Cina, e’ stato il punto di inizio della vicenda che ha portato alla rimozione di Bo Xilai da tutte le cariche da lui occupate e, infine, all’epurazione. Wang era fuggito dopo un diverbio con lo stesso Bo che lo aveva rimosso dall’incarico. L’ex capo della Pubblica Sicurezza era venuto a conoscenza del ruolo di Gu nell’omicidio Heywood e ne aveva parlato con lo stesso Bo che, adirato, lo aveva colpito al volto, secondo quanto dichiarato al processo da Wang stesso.(AGI) .