Stamina, volontari e famiglie: “Dateci la cura Vannoni ne ha diritto chi soffre”

SOS1307579Travagliato (Brescia), 23 settembre 2013 – Travagliato ieri c’erano la piccola Valeria di Cazzago San Martino, Nicola di Concesio, Alice di Bassano del Grappa e Nicola di Seriate. Accompagnati dai loro famigliari, che non li lasciano mai, sono stati tra i tantissimi ospiti della festa organizzata dal comitato Lombardia Pro Stamina, grazie al supporto del locale Route 66 e del Comune. Alice, i due Nicola e Valeria sono malati gravissimi. Per loro, secondo la scienza tradizionale, non c’è cura. Attualmente sono tra le 160 persone che attendono di poter accedere alle cure sperimentali del professor Davide Vannoni, fondatore di “Stamina” e ideatore del metodo omonimo, che opera agliSpedali Civili di Brescia.

Insieme ai piccoli e alle loro famiglie c’erano altri ammalati, ma anche tanti simpatizzanti arrivati in via Napoleone 78, per cercare di capire che cosa sono le cure compassionevoli, il metodo Stamina e la situazione in cui tante famiglie versano. «Con la giornata di ieri- spiega il volontario Roberto Veronesi- abbiamo cercato di fare capire alle persone, che ogni malato incurabile grazie ad una legge del 2006 ha diritto alle cure compassionevoli, ovvero a cercare di guarire con metodi non tradizionali. Stamina è uno di questi. Tutti coloro che sono stati sottoposti alle infusioni previste dal metodo del dottor Vannoni sono migliorati. Nessuno è peggiorato. Per questo combattiamo affinché le cure siano somministrate a chi ne ha bisogno. Le famiglie devono rivolgersi al Tribunale del lavoro e non è detto che riescano ad ottenerle. Basti pensare che a Mantova due fratellini hanno bisogno del metodo Stamina. Un giudice ha concesso a uno di loro di ricevere le infusioni, un secondo giudice non ha concesso la stessa possibilità all’altro bimbo. Una situazione drammatica».

I volontari del comitato ieri erano a decine. «Non ho famigliari ammalati – sottolinea Veronesi- ma da aprile mi batto accanto a chi vive il problema. È giusto tentare il tutto per tutto per fare stare meglio chi soffre. Anche se non esiste una cura definitiva. Prendiamo il caso della piccola Celeste: due anni fa non le davano speranze. Quest’estate ha fatto il bagno al mare e nei giorni scorsi è andata all’asilo. E questo grazie al metodo Stamina». Dopo il pomeriggio all’insegna dell’animazione, la cena e l’asta di beneficienza, il professor Vannoni ha incontrato i presenti. (ilgiorno.it)