Frode fisco, 155 milioni da falso export di cellulari a S. Marino

SOS1307599Roma, 24 settembre 2013 – Una maxi frode fiscale da 155 milioni di euro e’ stata scoperta dalla Guardia di finanza di Forli’-Cesena, che hanno denunciato 7 italiani, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, tra cui dirigenti di una societa’ leader del settore. I telefoni venivano esportati a San Marino soltanto sulla carta e reintrodotti in Italia, sempre sulla carta, al solo scopo di neutralizzare l’Iva ed immetterli in commercio ad un prezzo piu’ basso e concorrenziale rispetto a prodotti “no brand”.

Secondo le fatture di vendita, sono un milione e 200 mila i cellulari esportati in soli due anni a San Marino, che di abitanti ne conta circa 30mila.

Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Forli’, Sergio Sottani, e dal Sostituto, Filippo Santangelo, sono scaturite dalla verifica fiscale su una societa’ forlivese che commercializza prodotti di telefonia. L’azienda, spiegano le Fiamme gialle, “operando in un ben collaudato meccanismo fraudolento posto in essere attraverso la partecipazione ed il coinvolgimento di 6 societa’ ‘sponda’ residenti nella Repubblica di San Marino e di 48 societa’ nazionali operanti con il ruolo di ‘filtro’ e ‘cartiere’, metteva in atto operazioni pseudo- commerciali appositamente create al fine di sottrarre l’Iva in danno dell’erario”. Il meccanismo, propriamente noto come “frode carosello”, veniva attuato con il duplice scopo di introdurre nel mercato italiano i telefoni a prezzi notevolmente piu’ bassi e di frodare le casse dell’erario italiano con il procedimento del cosiddetto “lavaggio dell’ Iva”.

I cellulari attraverso fatture soggettivamente inesistenti risultavano esportati a San Marino e successivamente reimmessi, senza l’assolvimento dell’imposta, nel mercato nazionale dei prodotti ad alto contenuto tecnologico e commercializzati a prezzi fortemente scontati, generando cosi’ il classico “sottocosto”. La ricostruzione della filiera commerciale permetteva di “appurare che i telefoni cellulari commercializzati in Italia ed acquistati nella Repubblica del Titano, provenivano per lo piu’ da una primaria azienda di telefonia la quale, nel periodo 2007- 2009 (primi mesi dell’anno) aveva destinato al mercato sammarinese ed ai suoi 30 mila cittadini, come detto, circa un milione e 200mila cellulari, raggiungendo volumi di vendite pari a circa 155 milioni”. L’esame di oltre 14mila documenti rogatoriali, sequestrati nel mese di luglio a San Marino su richiesta della procura di Forli’, ha permesso di ricostruire l’intero giro d’affari e di evidenziare che la maggior parte delle vendite effettuate dalla citata societa’ di telefonia, verso le aziende “sponda” sammarinesi (a cui il Congresso di quello Stato aveva revocato, nel marzo del 2010, le licenze commerciali per gravi irregolarita’ commesse nell’ambito dei rapporti commerciali con l’Italia), erano state poste in essere mediante la predisposizione di contratti di distribuzione ad hoc, stipulati da alcuni dirigenti di questa societa’, direttamente con i responsabili delle imprese estere compiacenti. Su delega della procura di Forli’, erano state anche eseguite delle perquisizioni presso le abitazioni ed uffici di quattro dirigenti o ex funzionari dell’area centro-nord di Bologna e della direzione Generale di Roma della societa’ telefonica, che dopo un’indagine interna, ha licenziato i funzionari per aver compiuto atti di “mala gestio”, versato circa 16 milioni di euro di Iva e accantonato altri 4,3 milioni di euro per eventuali altre sanzioni, oltre ad aver riorganizzato la struttura e cambiato il management. Considerata la vastita’ del fenomeno e le ripercussioni sul biennio della societa’ quotata in borsa e’ stata interessata anche la Consob che aveva gia’ chiesto delucidazioni alla societa’. In corso le notifiche degli avvisi di conclusione indagini ai 7 indagati per reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e, per i “rampanti” dirigenti, anche ostacolo alle funzioni di vigilanza da parte della Autorita’ preposta. (AGI)