Chiesta conferma ergastolo per Parolisi

Salvatore ParolisiRoma, 25 settembre – Si saprà nella giornata di lunedì 30 settembre, cioè nel corso della terza udienza programmata del processo in Corte d’Assise d’Appello in cui è imputato il caporalmaggiore Salvatore Parolisi accusato di aver ucciso sua moglie, Melania Rea, condannato in primo grado all’ergastolo, se ci sarà la sentenza oppure se ci sarà un nuovo approfondimento sulle prove a carico dell’imputato. Come ha spiegato il procuratore generale della Corte d’Appello, Romolo Como, al termine delle tre udienze la Corte si pronuncerà sulle istanze di nuove perizie presentate attraverso una memoria dai legali di Parolisi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile. Nel pomeriggio di oggi, alla ripresa dei lavori, interverranno le parti civili, mentre venerdì, giorno della seconda udienza, la parola sarà data alla difesa.

Il procuratore generale Romolo Como ha chiesto la conferma dell’ergastolo per Salvatore Parolisi, anche con tutte le aggravanti. L’udienza in Corte d’Assise d’Appello all’Aquila è stata sospesa. Riprenderà nel pomeriggio, quando interverranno le parti civili. ”Va corretta- sostiene il procuratore generale della Corte d’Appello, Romolo Como – l’impostazione delle motivazioni e la parte del movente, le motivazioni sono imprecise e male impostate ma non è che l’eventuale difetto comporti qualcosa sulla sentenza”. Como al termine del suo intervento ha confermato la richiesta dell’ergastolo e delle aggravanti che sono crudeltà, minorata difesa e vilipendio del cadavere senza le quali la Corte non potrebbe tecnicamente confermare l’ergastolo. ”La Corte può anche dare una diversa motivazione e arrivare allo stesso risultato”, continua Como sottolineando che i legali difensori hanno presentato le richieste di approfondimento che la Corte discuterà nella giornata di lunedì. Como, sollecitato dai giornalisti ha anche affrontato i dubbi in relazione al movente, spiegando che ”può essere verosimile che sia collegato ai rapporti con la moglie” e cioè, all’imbuto in cui si è trovato. Rispetto ad altre discordanze tra quanto si dice nella motivazione della sentenza e in particolare sulla presenza di Parolisi nei due luoghi, Como sottolinea che ”lì forse la sentenza è stata precipitosa nel dare interpretazioni: in base alla sentenza infatti si potrebbe dire che, anche fosse vero che inizialmente Parolisi fosse stato visto da alcune persone a Colle San Marco, ciò non esclude che potesse essere passato prima a Colle San Marco e poi al bosco delle Casermette. Sarebbe stato dirimente se Parolisi fosse stato visto successivamente all’ omicidio, per questo ho chiesto la conferma dell’ ergastolo”. In relazione al comportamento in aula di Parolisi, Como ha spiegato che ”è stato sempre composto e seduto, non so se farà dichiarazioni spontanee, lo dovreste chiedere ai suoi difensori”.

Difesa: “Ancora punti oscuri, confidiamo nella Corte” – ”Abbiamo chiesto un approfondimento di indagini alla luce del fatto che vogliamo dimostrare che ci sono ancora punti oscuri”. Così l’avvocato Nicodemo Gentile, uno dei due legali di Salvatore Parolisi, al termine della prima udienza del processo d’Appello. ”Esiste un contrasto su prove decisive tra i Ris e i giudici, uno dice che ci sono impronte dei piedi uno dice che ci sono impronte di mani. Chiediamo se sono piedi di chi sono, se sono mani di chi sono”. Sull’udienza di stamani Gentile ha sottolineato ”che confidiamo nell’equilibrio della Corte”. ”Dopo un’ampissima relazione da parte del giudice al latere c’è stato l’intervento del procuratore generale che ha confermato che in questo processo esiste un contrasto fra il giudice e la Procura sul movente, inoltre è apocalittica la descrizione dei giudici”, ha detto ancora l’avvocato Gentile sottolineando che ”la richiesta di conferma dell’ergastolo non ci impressiona”. Sulle condizioni del caporalmaggiore Gentile ha spiegato che Parolisi ”ha sulle spalle un ergastolo e una richiesta di conferma della pena. È un uomo in difficoltà, ma ancora vuole combattere”.

Legale Rea: ‘Su aggravanti processo molto importante’ – ”La partita processuale sulle aggravanti è molto importante”. Così il legale della famiglia di Melania Rea, Mauro Gionni, al termine della prima parte dell’ udienza del processo d’appello al caporal maggiore Salvatore Parolisi accusato dell’omicidio della moglie e per questo condannato in primo grado all’ergastolo. ”Se non vengono confermate le aggravanti non si può applicare la sentenza all’ergastolo”, ha continuato Gionni il quale, in riferimento alle istanze di approfondimento delle indagini presentate dai legali di Parolisi ha sottolineato che ”sono state già oggetto di discussione in primo grado e comunque le nuove prove non possono essere chieste dalle parti, dipende solo dalle decisioni dell’ufficio. Non esiste infatti un potere delle parti, può esserci solo una sollecitazione sulla rinnovazione delle prove”. In relazione al nuovo faccia a faccia tra Parolisi e i familiari di sua moglie Melania Rea e sul possibile nuovo momento di tensione, l’avvocato ha spiegato ”di aver guardato i giudici essendo Parolisi coperto dai suoi legali e i familiari della mia assistita alle spalle quindi non mi sono preoccupato di questo aspetto”. ”È chiaro – ha continuato Gionni – che ogni volta che c’è un incontro con Parolisi da quello che mi riferiscono, l’atmosfera e le sensazioni si aggiungono a cose che non scompaiono mai, immagino che sia stato così anche oggi anche se non abbiamo avuto il tempo di parlarne”. (ANSA)