Bonino, ancora in troppi Paesi piaga spose bambine

SOS004New York (usa), 25 settembre 2013  –  Il diritto di scegliere il proprio sposo e’ riconosciuto sin dal 1946 nell’articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ma ”ancora oggi, in troppi Paesi a donne e bambine questo diritto viene negato”. In un intervento ad una riunione del ‘Core Group’ dei Paesi che guidano la campagna conto il matrimonio forzato, il ministro degli esteri Emma Bonino e’ stata chiara: ”E giunto il momento per noi di alzare la voce e agire con coraggio per sottolineare la gravita’ di questa violazione dei diritti umani”.

La riunione, che si e’ svolta a New York a margine dei lavori dell’Assemblea generale dell’Onu, e’ stata organizzato da Canada, Olanda, e Ghana, Paesi membri del ‘Core Group’ di cui di recente e’ entrata a far parte anche l’Italia. ”Fino ad Ora, le Nazioni Unite hanno affrontato la questione nell’ambito delle ‘Omnibus Resolutions’, considerandola in un ampio contesto”, che comprende la lotta alla violenza contro le donne e agli abusi sui bambini. ”Ma la questione e’ troppo importante perche’ sia solo una tra tante in una lista”, ha affermato il titolare della Farnesina.

Ed e’ una questione a cui Bonino tiene particolarmente e che si inserisce nel filone delle grandi campagne a favore delle donne e della loro dignita’, come ha ricordato oggi il ministro parlando con l’Ansa. ”E’ una campagna che ho seguito da anni e che e’ andata in parallelo con la campagna per le mutilazioni genitali femminili, perche’ molto spesso queste due pratiche nefaste si combinano e comunque sono presenti negli stessi Paesi”, ha detto, sottolineando che ”i matrimoni forzati sono una forma di schiavitu”’.

Ed e’ anche un fenomeno drammaticamente diffuso. Nel periodo 2000-2011, il 34% delle donne in 41 Paesi in via di sviluppo tra e 20 e i 24 anni si e’ sposata prima del compimento del 18/mo anno di eta’. Nel 2010 in questa condizione si trovavano 67 milioni di donne, di cui il 12% si sono sposate prima di aver compiuto 15 anni. ”Dobbiamo unire le nostre voci assieme alle vittime dei matrimoni precoci e forzati e fornire un quadro politico e legale per proteggerle”, ha affermato ancora il ministro Bonino nella riunione a New York, in cui ha anche ”assicurato che l’Italia continuera’ a contribuire a questo sforzo, cosi’ come in altre campagne dedicate alla protezione e alla promozione dei diritti umani”.