Ossa nella Concordia incertezza su natura

ccooooRoma, 27 settembre 2013 – “Non è possibile ancora dire né se i resti ossei trovati nei pressi della nave Concordia questi siano di origine umana, né, tantomeno, riferirli a qualcuno in particolare”. Lo afferma la struttura del Commissario delegato all’Emergenza Concordia, invitando ad “attendere pazientemente i risultati degli esami”.

Intanto, però, si spera che si tratti dei resti di Maria Grazia Trecarichi, che il 13 gennaio del 2012, aveva appena lasciato il suo posto sulla scialuppa di salvataggio alla figlia Stefania e al suo fidanzato, e dello steward Russel Rebello. L’esame del Dna sul mucchietto di ossa ritrovato oggi in fondo al mare, dirà se dopo 621 giorni d’angoscia i familiari avranno qualcosa su cui piangere.

Ci speravano tutti, al Giglio, che una volta ruotato il relitto si potessero finalmente trovare i poveri resti delle ultime due vittime che ancora mancano all’elenco dei 32 morti di quella notte. Ci speravano e ci credevano. Franco Gabrielli, il commissario scelto dal governo per l’emergenza, lo ha ripetuto anche oggi: “L’impegno che abbiamo preso fin da subito con i familiari è quello di ritrovare i corpi delle due vittime: fin quando non avremo la certezza che i resti siano effettivamente i loro e fin quando non li avremo restituiti ai familiari, non ci fermeremo”.

Già, perché, la certezza matematica che quel che è emerso dal fondo del mare sia quel che resta di Maria Grazia e Russel, la si avrà solo tra qualche giorno, quando arriveranno i risultati degli esami del Dna. “Ho ricevuto la telefonata di un funzionario della Costa Crociere che mi ha detto che hanno trovato resti di ossa umane. Si é riaccesa la speranza”.

A parlare è Elio Vincenzo, il marito di Maria Luisa Trecarichi. In ogni caso, fino a ieri non c’era nulla: oggi i soccorritori hanno in mano 4 resti ossei, molto probabilmente umani. E non è detto che non ne trovino altri. Le ricerche andranno infatti avanti sia all’esterno che all’interno del relitto, anche perché la rotazione della nave ha provocato il sollevarsi del pulviscolo, che non si è ancora completamente depositato e non consente dunque una visuale perfetta.

Ad individuare le ossa nell’immersione iniziata alle 10 e conclusa alle 12 sono stati i sub delle Capitanerie e della Gdf, che assieme a quelli della Marina, della Polizia e dei Vigili del fuoco hanno iniziato martedì scorso a perlustrare le zone di mare fino a dieci giorni fa non accessibili: proprio in quel punto la Concordia poggiava sullo sperone di roccia che l’ha sostenuta per oltre un anno. I resti sono stati individuati in quella che sulle mappe di ricerca era indicata come “area 3 del centro nave”, vale a dire la zona in prossimità del ponte 4, quello da cui furono calate le ultime scialuppe del lato di dritta e dove i sopravvissuti raccontarono di aver visto per l’ultima volta Maria Grazia e Russel.

Una volta individuate le ossa, è stata immediatamente avvertita la procura di Grosseto che ha disposto il recupero da parte degli uomini del Ris. Così nel pomeriggio i sub dei Carabinieri si sono immersi e hanno recuperato e repertato i 4 resti ossei, per poi trasferirli a Grosseto con un elicottero dei vigili del fuoco. A svolgere gli accertamenti e gli esami del Dna sarà invece la polizia, che si è già occupata dell’identificazione delle altre trenta vittime.

“Non dobbiamo dare per scontato nulla, solo l’esame del Dna potrà darci la certezza che si tratti delle persone che stiamo cercando” ripete Gabrielli. Quel che è certo è che “se le risposte che arriveranno saranno tali” da confermare che si tratta proprio dei due dispersi, allora è “quasi un miracolo”: perché riuscire a trovare qualcosa, “dopo 20 mesi in quelle condizioni, con 114mila tonnellate sopra”, non era affatto scontato. “Occorrevano delle risposte – dice ancora il capo della Protezione civile – perché anche un’ora in più sarebbe stata vissuta con angoscia dai familiari. E delle risposte sono arrivate, ma aspettiamo”. Una risposta che nessuno più di Kevin, Elio e Stefania attende: il primo è il fratello di Russel, gli altri sono il marito e la figlia di Maria Grazia. “Vorremmo mettere un punto fermo – ha detto semplicemente Kevin l’altro giorno, quando è tornato al Giglio per l’inizio delle ricerche – Spero che si trovi qualche traccia di mio fratello, anche solo per avere un posto dove pregare e poter dire: ‘ok, l’attesa e l’angoscia sono finite’ “.(ANSA)