Agente condannato per stupro, “Il Viminale deve risarcire la donna”

SOS1307788Roma, 2 ottobre 2013 – Sarà il Viminale a risarcire le donne violentate in questura da un agente. E non perché l’aggressione sessuale avvenne negli uffici della polizia né perché il violentatore indossava una divisa. Ma perché quell’agente era stato già condannato per una gesto di violenza nei confronti di un no-global durante i fatti del G8 del 2001 a Genova.

La Cassazione, confermando in via definitiva a 12 anni e mezzo di reclusione per stupro l’ex assistente capo di Polizia, Massimo Luigi Pigozzi, ha condannato il Viminale a risarcire la vittima perché “nonostante Pigozzi fosse già stato coinvolto in fatti di violenza contro soggetti in stato di fermo e condannato in primo grado (il riferimento è ai fatti del G8), ha ritenuto opportuno adibirlo ancora una volta allo svolgimento di mansioni che prevedevano il contatto diretto con le persone arrestate”.

A sancirlo è la terza sezione penale della Cassazione. Al centro del processo, le violenze sessuali che tre prostitute denunciarono di aver subito negli spogliatoi della Questura. Pigozzi (che nel procedimento sui fatti di Bolzaneto venne condannato a 3 anni e 2 mesi perché ritenuto responsabile di aver divaricato due dita di una mano ad un no-global fino a lacerargli la pelle, suturata con 25 punti senza anestesia) era stato condannato già in primo grado che in appello e la sua condanna per violenza sessuale aggravata è ora stata confermata dalla Suprema Corte.

Se, però, i giudici di secondo grado avevano escluso la responsabilità civile del ministero dell’Interno, la Cassazione ha accolto il ricorso di una delle donne vittima di violenza, una straniera costituitasi parte civile nel processo, e condannato il Viminale a risarcirla insieme al poliziotto.

La donna, nel suo ricorso, aveva rilevato che “le mansioni svolte dall’imputato hanno grandemente agevolato la condotta criminosa”, addebitando “allo Stato una ‘culpa in vigilando'” per aver dato a Pigozzi un “compito delicato (quale è la custodia degli arrestati) – si sottolineava nel ricorso – benchè fosse già stato condannato per episodi di violenza gravissima contro soggetti fermati in occasione del G8”. (repubblica.it)