Neonato scosso con violenza dal padre: rischia di rimanere cieco o paraplegico

l1Torino, 2 ottobre 2013 – Non sopportava piu’ di sentirlo piangere e, per farlo smettere, lo ha scosso con una violenza tale da procuragli una emorragia cerebrale. Ha rischiato di morire un neonato, ricoverato da un mese all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino dopo che il padre, indagato per lesioni colpose, aveva sostenuto che gli fosse caduto dalle braccia. Il piccolo ora e’ fuori pericolo, ma potrebbe riportare danni permanenti, come la cecita’ o la paraplegia, anche se i sanitari si dicono “cautamente ottimisti”. La tragedia quando il bambino aveva appena 15 giorni di vita. Il padre, un trentenne residente nel torinese, lo ha scosso con forza per farlo smettere di piangere. Un gesto all’apparenza forse innocuo, ma che in un neonato puo’ essere letale: la rotazione involontaria e ripetuta della testa e degli arti porta a una accelerazione del tessuto cerebrale, o dell’osso cranico, dalle conseguenze devastanti. Solo quando il piccolo ha iniziato a stare male, il padre si e’ precipitato al Pronto Soccorso. “Mi e’ scivolato dalle braccia mentre stavo per dargli la pappa”, e’ stato il primo racconto dell’uomo ai sanitari del Regina Margherita. Che, dopo il ricovero in rianimazione del neonato per una forte emorragia cerebrale, hanno subito compreso che la versione fornita dal padre non era vera. Di fronte ai referti medici, l’uomo – descritto ora come molto provato e preoccupato per i rischi che ancora corre suo figlio – ha ammesso, nel corso di un lungo interrogatorio di fronte al pm Fabiola D’Errico, di avere scosso il figlioletto Iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Torino, che sul caso ha aperto un’inchiesta, l’accusa nei suoi confronti e’ quella di lesioni colpose. Il neonato ha lottato a lungo tra la vita e la morte. E oggi, a circa un mese di distanza dal ricovero, ha lasciato la Rianimazione. Si trova ora nel reparto di terapia subintensiva e la prognosi e’ ancora riservata. Il tempestivo trasporto in ospedale, e la prontezza dei medici nel capire quale fosse la patologia, gli hanno salvato la vita. Potrebbe pero’ rimanere cieco, da uno o da entrambi gli occhi, o paralizzato. Soltanto tra qualche mese, pero’, potranno essere valutati con esattezza i danni subiti dal neonato. (ANSA)