Non paghi? Niente catechismo. Bambini respinti in parrocchia

prete-280Milano, 6 ottobre 2013 – “Non paghi? niente catechismo!”: questo si sono sentiti rispondere i bambini che ieri non sono stati accolti dal parroco al corso di preparazione alla cresima perche’ non in regola con l’iscrizione. L’episodio, riportato da ‘La Prealpina’, e’ avvenuto nella chiesa parrocchiale dei Santi Giuseppe e Bernardo a Rescaldina, nel varesotto.

A inizio lezione – secondo quanto raccontato da un genitore – e’ stato fatto l’appello e i bambini che non erano in possesso del foglio di iscrizione con relativo contributo economico sono stati fatti uscire dall’aula. Intanto alcuni genitori se ne erano gia’ andati e sono stati rintracciati da quelli che si erano attardati all’oratorio: tutti, comunque, sono rimasti spiacevolmente turbati dal comportamento del parroco don Enrico, che ha preferito non commentare la vicenda. (ANSA)

La presa di posizione della diocesi:

Catechismo negato: diocesi, no problema soldi, ma prete sbaglia

Non per soldi, ma per la mancata iscrizione il parroco della chiesa dei Santi Giuseppe e Bernardo di Rescaldina ha cacciato alcuni bambini dal catechismo. Lo spiega il suo diretto superiore, il vicario episcopale a Rho Giampaolo Citterio, che giudica “sbagliato che alcuni bambini siano stati allontanati” e per questo ha chiesto al parroco Don Enrico “di ammettere tutti immediatamente”. “I genitori che presentano i ragazzi per il cammino della cresima sono invitati a fare domanda di iscrizione, dando un’adesione formale – racconta all’ANSA il monsignore – normalmente in quella chiesa e’ annessa una quota di 30 euro come rimborso spese, ma chi ha problemi economici basta che lo dica e si puo’ iscrivere lo stesso”.

Don Enrico, che aveva consegnato i moduli di iscrizione da 15 giorni, “ha chiesto ai ragazzi che si erano presentati al primo incontro in preparazione alla cresima che non lo avevano portato di aspettare in un’altra aula dell’oratorio”. Si e’ cosi’ generato un “un momento di irrigidimento vicendevole che va superato perche’ la linea della Diocesi – ricorda Citterio – e’ di non escludere nessuno, anzi, andiamo a cercare i giovani anche nelle periferie”. Per questo “mi sono premurato di dire al parroco che bisogna rientrare nel dialogo, che – conclude il vicario episcopale – e’ sempre vincente”. (ANSA)