Elio Di Mella

SOS1307962Elio Di Mella (Morcone, 29 maggio 1952 – Avellino, 7 ottobre 1982) è stato un carabiniere italiano medaglia d’oro al merito civile alla memoria.

Il 7 ottobre 1982 sull’autostrada NapoliBari, in prossimità dell’uscita Avellino-Est, un commando di otto uomini su tre auto (una Ritmo color nocciola, una Alfetta e una Ford Fiesta) blocca il furgone Peugeot blindato nel quale era custodito Mario Cuomo, pregiudicato della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Il detenuto, da quattro mesi nel carcere di Campobasso, stava per essere trasportato ad Avellino dove sarebbe dovuto comparire davanti ai giudici per l’imputazione di concorso in omicidio. Cinque uomini costrinsero due carabinieri, minacciando con pistole e fucili, a cedere le armi, a scendere dal mezzo e a distendersi a terra. Un colpo di pistola venne esploso nella parte posteriore del blindato contro lo sportello destro, dove Elio Di Mella, accanto al detenuto ne manteneva le catene. Il carabiniere non si lasciò intimorire e, colpito con il calcio di una pistola, continuò a trattenere Cuomo fino a quando, un uomo del commando lo colpì mortalmente con un proiettile alla testa.
Elio Di Mella lasciò la giovane moglie ed un figlio di soli tre anni.

Immediatamente si ritenne che la liberazione di Cuomo fosse non solo un gesto dimostrativo ma anche una mossa necessaria per evitare che, nell’udienza del processo di Avellino, il detenuto avesse potuto fornire informazioni sull’organizzazione criminale. Le auto utilizzate nell’agguato riportavano la targa contraffatta, in particolare la Ritmo venne ritrovata abbandonata dagli inquirenti, nell’area del salernitano, il giorno dopo l’assassinio.
Mario Cuomo riuscì a fuggire con i suoi uomini e sopravvisse, subendo la perdita di entrambe le gambe, all’attentato compiuto, mediante autobomba il 29 gennaio 1983, nel quale morì Vincenzo Casillo, braccio destro di Raffaele Cutolo, occasione nella quale venne nuovamente arrestato.
Fu successivamente ucciso in un agguato l’11 ottobre 1990 a Napoli.
Dopo diversi tempo, l’esecutore materiale dell’omicidio, Luigi Maiolino, confessò e iniziò a collaborare con la giustizia anche nel caso, dopo 11 anni, dell’assassinio del giovane Luigi Cafiero, freddato con undici colpi di pistola a causa di un errore di persona. (wikipedia)

Medaglia d’oro al merito civile
100px-Merito_civile_gold_medal_BAR.svg«Durante il servizio di traduzione di un pericoloso esponente della criminalità organizzata, con ferma determinazione ed eccezionale senso di abnegazione affrontava l’assalto di otto malviventi armati volto a liberare il pregiudicato e, nello strenuo tentativo di impedirne la fuga, veniva mortalmente colpito nella sparatoria. Mirabile esempio di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio.» — Avellino, 7 ottobre 1982