Lampedusa, arrestato lo scafista. E domani arriva Barroso

SOS1307985Agrigento, 8 ottobre 2013 – La Procura di Agrigento ha emesso un provvedimento di fermo a carico del tunisino Khaaled Ben Salam, 35 anni, gia’ individuato subito dopo il naufragio di Lampedusa come uno degli scafisti del barcone della strage. Le accuse sono di naufragio colposo, omicidio plurimo colposo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Intanto sono riprese le ricerche dei cadaveri nel relitto del peschereccio carico di immigrati naufragato giovedi’ scorso davanti all’isola dei Conigli a Lampedusa. Sono 232 le vittime finora recuperate. Ieri pomeriggio i palombari della Marina sono entrati nello scafo, che contiene ancora decine di morti.

Le condizioni meteo sono favorevoli alle operazioni, in cui e’ impegnata anche la nave militare “Cassiopea”.
Ieri, invece, e’ arrivato l’appello del Capo dello Stato: “C’e’ l’asilo, che e’ cosa diversa dall’immigrazione. Al centro della nostra attenzione c’e’ un’ondata di profughi, che non sono migranti, legali o illegali. Sono un’altra cosa”, ha detto Giorgio Napolitano rispondendo a una domanda sull’atteggiamento in Europa nei confronti del problema dell’immigrazione. In difesa dell’Italia che affronta l’emergenza immigrati, si schiera il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz che in un’intervista alla Bild ha definito “una vergogna il fatto che l’Ue abbia lasciato l’Italia per cosi’ tanto tempo da sola ad affrontare il flusso di profughi dall’Africa”. Per Schulz, eletto all’Europarlamento nelle file della Spd tedesca, in futuro i profughi dovranno essere meglio ripartiti tra i Paesi europei e questo, ha sottolineato, “significa anche che la Germania deve accogliere piu’ gente”. Del problema, il Parlamento europeo ne discutera’ durante la seduta plenaria di domani a Strasburgo. La tragedia di Lampedusa apre una “questione molto delicata”, ma “e’ indispensabile che l’Europa sia con noi in queste operazioni”, ha ribadito il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri.

Sempre domani, sull’isola si rechera’ il presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Barroso “in uno spirito di supporto e solidarieta’”. Barroso discutera’ con le autorita’ italiane “possibili ulteriori misure da prendere e azioni concrete da sviluppare a livello nazionale ed europeo per far fronte alla spinosa questione dei rifugiati e alle difficolta’ degli Stati membri colpiti dal fenomeno”. Tra le misure in discussione ci saranno anche possibili “azioni congiunte con paesi terzi”, si legge in una nota della Commissione Ue. A seguire costantemente le operazioni di recupero anche Papa Francesco, che viene informato, riferisce il vescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, dall’Elemosiniere Pontificio, monsignor Konrad Krajewski, da due giorni sull’isola proprio come inviato del Papa. (AGI)