Malala, un anno dopo l’attentato è la favorita al Nobel per la Pace

SOS1308042Londra, 9 ottobre 2013 – Era il 9 ottobre di un anno fa quando, uscita da scuola nella Valle di Swat e sullo scuolabus che la portava a casa, la giovane studentessa pakistana Malala Yousafzai, allora quindicenne, fu vittima di un attacco dei Talebani. Un colpo di pistola al collo e uno alla testa che rischiarono di mettere fine alla sua vita e, con lei, alla sua attivita’ a favore dell’istruzione femminile in Pakistan.

Sopravvissuta all’attacco, trasferita a Birmingham per la riabilitazione, Malala non ha mai smesso di credere nel potere dell’istruzione, puntando i riflettori sui milioni di bambini ai quali nel mondo viene negato il diritto alla scolarizzazione, su tutti le bambine. Ha ricevuto vari riconoscimenti e creato un Fondo, che porta il suo nome, per raccogliere donazioni da destinare all’istruzione. E perdonato i Talebani che la considerano ancora un obiettivo da colpire, affermando che la pace non e’ possibile senza dialogare con loro. Ora, alla vigilia dell’annuncio dei premi Nobel per la Pace, il suo nome e’ in pole position.

”E’ un esempio per il mondo” intero, dice di lei l’ambasciatore pakistano a Londra, Wajid Shamsul Hasan. ”Malala era una ragazzina che esprimeva il suo pensiero tramite un blog”, prosegue il diplomatico riferendosi al diario in urdu scritto per la Bbc nel quale descriveva la vita sotto i Talebani nella Valle di Swat, ma ”un proiettile ha cambiato il suo destino”. ”L’attacco a Malala l’ha trasformata nella persona che e’ oggi, tenace ed eloquente. Un modello per tutte le ragazze”, afferma. (Adnkronos)