Usa: mostro di Cleveland forse morto per gioco autoerotico

SOS1306936New York,  10 ottobre 2013 – Non un suicidio ma un incidente: Ariel Castro, il ”mostro di Cleveland”, l’uomo che ha rapito e tenuto segregate tre donne giovani per dieci anni rendendole sue schiave del sesso, non sarebbe morto impiccandosi nella cella dove scontava l’ergastolo, ma bensi’ per asfissia durante una pratica ‘autoerotica’. Lo sostengono le autorita’ dell’Ohio, sottolineando che quando Castro e’ stato ritrovato privo di vita aveva i pantaloni e le mutande abbassate fino alle ginocchia. Allo stesso tempo, le autorita’ hanno reso noto che nelle ore precedenti la sua morte le due guardie carcerarie che dovevano tenerlo sotto sorveglianza hanno mancato per almeno otto volte di eseguire i controlli previsti. In un rapporto, che pero’ non giunge a conclusioni, si sottolinea inoltre che Castro non ha lasciato alcuna lettera di addio e non aveva mostrato istinti suicidi. Castro e’ stato trovato morto il 4 settembre scorso. Era stato condannato a mille anni di prigione, ma ha scontato soltanto poco piu’ di un mese dietro le sbarre. La terribile odissea delle sue vittime – Michelle Knight, Gina DeJesus e Amanda Berry – ha shoccato l’America, e la notizia della sua morte si era diffusa negli Usa come un lampo.