“Evaso” un centesimo, l’Inps vuole 155mila euro

inpsOstia, 13 ottobre 2013 – Cartelle «pazze» per una (presunta) evasione di un solo centesimo di euro. Una procedura messa in atto dall’Inps che rischia di bloccare l’attività dell’Anffas di Ostia, la onlus che da vent’anni di occupa della riabilitazione di ragazzi con disabilità intellettiva e/o relazionale. È stato sufficiente quella misera mancanza nel versamento dei contributi del 2009 per far scattare la mega-sanzione e il pignoramento per un totale di 155mila euro nei confronti dell’associazione lidense, con un provvedimento speciale emanato dall’ente previdenziale senza attendere ricorsi e senza preavviso. Gli stessi soldi che servivano alla onlus per ristrutturare un immobile confiscato alla mafia e donato dal Comune di Roma per i meriti e i valori espressi dall’associazione.

SENTENZE E RICORSI – Già nel 2011 l’Anffas Ostia, che segue e aiuta oltre 300 disabili, autistici e persone con difficoltà motorie, aveva dovuto combattere con le cartelle misteriose da 300mila euro dell’Inps, ma il Tribunale di Roma aveva annullato il provvedimento. Ora la nuova tegola per l’ente con sede in via del Sommergibile . E oltre al danno anche la beffa: l’emissione di Durc negativi (il Documento unico di regolarità contributiva, il certificato che attesta il rispetto degli obblighi di legge, ndr), che blocca automaticamente l’affidamento e il rinnovo di contratti pubblici di servizi di assistenza socio-sanitari, paralizzando l’attività della Onlus.

ASSISTENZA A RISCHIO – Non bastasse l’Inps, tramite Equitalia, ha attivato le procedure di pignoramento di 130mila euro, cifra che l’associazione attende da oltre un anno dalla Regione Lazio (essendo accreditata) per prestazioni già erogate. «Ciò che sta avvenendo è assurdo – afferma il presidente di Anffas Ostia, Ilde Plateroti -. Non possiamo permetterci di chiudere e di questo dovranno rispondere quei funzionari dell’Inps di Ostia a cui i nostri sistemi virtuosi sembrano non andare giù». Eppure una legge a cui la onlus si appella esiste: è la 426 del dicembre 1991, che prevede la possibilità per «istituzioni ed enti senza fini di lucro, che erogano prestazioni di natura sanitaria direttamente o convenzionalmente sovvenzionate dallo Stato, dalle Regioni o dalle unità sanitarie locali» di cedere i crediti vantati come «misura generalizzata di pagamenti dei contributi dovuti».

I DEBITI DELLA REGIONE – Per l’Anffas insomma basta cedere i crediti che vanta con la Asl Roma D per il saldo degli oneri contributivi, come già nel 2011 aveva riconosciuto la sentenza del Tribunale di Roma, dichiarando «cessata la materia del contendere». Cosa che però sembra non aver convinto l’Inps. «Ce la metteremo tutta – sottolinea il direttore generale, Stefano Galloni – per continuare a garantire anche questa volta i servizi e gli stipendi. Subire un pignoramento-lampo mentre si è ancora in attesa di giudizio, quando in realtà l’Inps è da mesi seduta al tavolo delle trattative con il reale debitore (la Regione Lazio) per gli stessi importi, grida giustizia!».

GIUSTIZIA CERCASI – Già dallo scorso luglio infatti è in piedi un tavolo di conciliazione tra Inps e Regione Lazio, per definire la questione dei crediti ceduti all’ente previdenziale da enti morali, tra i quali Anffas Ostia. Tra tutte le associazioni e onlus della regione, a quanto pare l’Anffas è l’unico ente ad aver subito un tale atto di pignoramento e a non aver ottenuto i Durc positivi con riserva, pur in pendenza di ricorso, come avvenuto invece per le altre onlus coinvolte che hanno anche visto sospese tutte le procedure di recupero coattivo.

di Valeria Costantini

da http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_ottobre_13/ha-evaso-centesimo-l-inps-vuole-155mila-euro-8c833810-33f3-11e3-8576-cc4920727ef2.shtml