Uccide il genero per impedire rito islamico davanti a bambini

SOS1308234Vicenza, 16 ottobre 2013 – Un uomo di origini napoletane e residente a Vicenza ha ucciso il genero, Haidar Rohay Ahmaed Al-Tawil con un colpo di pistola al torace. Nel giorno del rito islamico del Sacrificio, Al-Tawil, di origine yemenita, voleva far assistere i due figli, ancora molto piccoli, all’uccisione di un agnello secondo la tradizione del suo Paese e il suocero voleva impedirglielo.

La discussione è presto degenerata in una furiosa lite culminata con un colpo di pistola sparato in pieno petto al parente 29enne. A quel punto Salvatore Cipoletta, 53 anni, si è allontanato, è entrato in un bar e ha detto alla barista di chiamare i carabinieri. Quando i militari sono arrivati, si è consegnato senza problemi.

Per i musulmani nel giorno della Festa del sacrificio di Abramo si usa celebrare sgozzando un montone, o un agnello. Un rito che in Italia è di norma riservato ad alcuni centri autorizzati. Ma Haidar voleva farlo in casa, nel garage adiacente all’abitazione. E qui è scoppiata la lite: il suocero si oppone in tutti i modi alla possibilità che i due nipoti possano assistere a un atto che ritiene troppo violento e che forse nemmeno condivide. La discussione si infiamma fino ad arrivare allo scontro fisico, con la moglie-figlia che assiste impotente all’alterco. A un certo punto l’uomo si allontana, sale in auto per poi tornare poco dopo e farla finita.

Quando arrivano i soccorsi, l’auto con lo sparatore non c’è e il corpo in una pozza di sangue tra i due alberi all’altezza del cancello. L’omicida, però, non fa tanta strada. Appena mezzo chilometro, lo spazio per gettare dal finestrino la pistola e fermarsi davanti a un bar, disperato, chiedendo di chiamare i carabinieri. Prima di essere accompagnato all’ospedale per un dolore alla mascella, forse un pugno ricevuto durante la lite, porta i militari sul luogo dove ha gettato l’arma, che pare detenesse illegalmente. (tgcom24.it)