Grecia, la mamma di Maria: “Regalata perché non potevamo mantenerla”

SOS1308464Grecia, 24 ottobre 2013 – Sarebbe stata rintracciata in Bulgaria la famiglia di origine di Maria, la bambina bionda di 5-6 anni trovata una settimana fa in un campo rom in Grecia, il cui DNA non coincideva con quello della coppia di presunti genitori. Secondo quanto riferiscono i media bulgari, si tratta di una coppia rom formata da Sashka Ruseva e Atanas Rusev, al momento di stanza a Nikolaevo, nel centro del Paese.

I due avrebbero tra gli otto e i dieci figli e avrebbero deciso di affidare la piccola alla coppia greca ora arrestata per il sospetto rapimento e per una sospetta vasta frode ai danni dei servizi sociali greci.

INDIGENTI – I Rusev avrebbero preso questa decisione perché indigenti. In passato hanno vissuto in Grecia, e proprio lì avrebbero lasciato Maria prima di tornare in Patria. A una vicina la signora Ruseva, 35 anni, avrebbe raccontato di aver venduto la figlia per 250 euro, e di aver riconosciuto in lei Maria quando l’immagine della bimba ha fatto il giro del mondo, ma alla polizia ha negato di aver venduto la piccola.

INTERVISTATI IN TV – I due sono stati raggiunti mercoledì a Nikolaevo dalla tv di Stato bulgara, che ha mostrato immagini anche di alcuni dei figli dei Rusev, effettivamente biondi-rossicci (una diciottenne, già madre di un bimbo biondo, una quindicenne e un bimbo di 2 anni). «Intendevo tornare in Grecia e portare mia figlia a casa, ma nel frattempo ho avuto altri due bambini, così non sono potuta tornare», ha spiegato Saska Ruseva, che ha anche precisato di essere stata interrogata successivamente per un’ora dalla polizia e di essere disposta a sottoporsi all’esame del dna.

«REGALATA» – Atanas agli agenti ha precisato: «Non abbiamo preso denaro. Se avessimo 2.000 euro, vivremmo con 9-10 bambini in una stanza?». Più tardi Ruseva, parlando con l’agenzia di stampa Bgnews, ha precisato: «Abbiamo lasciato la piccola Maria in Grecia perché non avevamo da mangiare, non avevamo lavoro e non potevamo curarci anche di lei. L’abbiamo regalata, l’abbiamo lasciata senza prendere un soldo».

FASCICOLO A CARICO DELLA DONNA – Il segretario al ministro dell’Interno di Sofia, Svetlozar Lazarov, ha confermato che il suo ufficio, di concerto con le autorità greche, sta lavorando al caso. A carico di Ruseva è stato aperto un fascicolo per «deliberata vendita di un bambino mentre risiedeva fuori dal Paese».

NATA A GENNAIO 2009 – Maria sarebbe nata a Lamia, sempre nella Grecia centrale, nel gennaio del 2009 e sarebbe stata affidata all’altra coppia verso i sette mesi. Avrebbe quindi quasi 5 anni, nonostante gli esami effettuati per accertarne l’età abbiano indicato un valore presunto maggiore, 5-6 anni circa.

NUOVO EPISODIO SIMILE A LESBO – Intanto in Grecia si profila un possibile secondo caso analogo. Mercoledì, sull’isola di Lesbo, una coppia sulla ventina è stata arrestata e messa sotto inchiesta per presunto sequestro di persona aggravato. Con loro viveva una bimba di appena due mesi e «le prove preliminari indicano che non è figlia loro», hanno riferito fonti riservate vicine agli inquirenti. Si tratterebbe del terzo episodio simile, dopo quello di Maria a Farsala e quello della bambina di Tallaght, vicino a Dublino, affidata ai servizi sociali irlandesi: si era poi scoperto che la piccola era veramente la figlia della coppia di nomadi e il premier irlandese Endy Kenny si è lamentato dell’immagine di discriminazione razziale che le autorità del Paese hanno offerto al resto del mondo. (corriere.it)