Amore sbocciato in chat non funziona in casa, la uccide

violenzaGenova, 26 ottobre 2013 – Un amore sbocciato in chat finisce in tragedia. Troppa diversa la vita di coppia dai sogni coltivati in rete. Cosi’ il sogno di donna quarantenne, madre di tre figli, separata, svanisce sulla lama di un coltello usato da un compagno scoperto negli Stati Uniti e con il quale sperava di rifarsi una vita nel Paese a stelle e strisce. Ecuadoriana, lei; ecuadoriano con passaporto americano lui: aveva 42 anni Patricia Mendoza, 20 di piu’ ne ha Manuel Poveda Garcia, che aveva lasciato gli Stati Uniti per raggiungerla in Italia. Per i carabinieri e’ lui l’assassino di quella donna che viveva facendo la badante. Lei gli aveva chiesto di sposarla. In quell’uomo aveva visto la svolta della sua vita: andare a vivere negli usa, rifarsi una vita. Con i messaggi in rete e lo scambio di foto tutto funziona tanto che Manuel decide di lasciare gli Stati Uniti per raggiungere la donna a Santa Margherita e testare il loro amore. Lui, conosciuto nella comunita’ come ‘l’americano’, arriva tre mesi fa, ma l’idillio scricchiola e ieri sera il tragico epilogo al termine di una discussione. Manuel Poveda la colpisce con una coltellata alla gola e la uccide. L’omicidio nella casa della donna, che le era stata assegnata dal Comune. A scoprire il cadavere della donna due dei tre figli di Patricia, quelli piu’ piccoli, di 8 e 15 anni (il maggiore ne ha 17 e vive in Ecuador con il padre): sono loro, dopo aver atteso per ore la madre davanti a casa, dopo non aver risposte chiamandola sul telefonino, che decidono di sfondare la porta a calci. La madre era in cucina in un lago di sangue, vicino a lei il compagno gravemente ferito. Sono le 19. L’omicidio e’ avvenuto molte ore prima. L’uomo per 4-5 e’ rimasto davanti al cadavere della donna, ha pensato cosa fare, poi – secondo quanto ricostruito dai carabinieri – ha deciso di simulare una aggressione e si e’ ferito, almeno 30 coltellate, all’addome, alle braccia. Poi ha nascosto il coltello e si e’ messo vicino al corpo della donna. In un primo momento gli investigatori non avevano escluso la possibilita’ dell’aggressione, ma dopo ore di accertamenti, l’indagine si e’ indirizzata verso il compagno. Stamani l’arresto per omicidio volontario. All’origine del femminicidio un amore finito troppo presto, come racconta il cugino di lei, Harry Ubilla, 45 anni. ”Manuel veniva a lamentarsi con me. Criticava che Patricia era sempre fuori casa per lavorare, che soldi non ce ne erano, che anche sentimentalmente non funzionava”. In serata, all’ospedale genovese San Martino dove Poveda e’ ricoverato e piantonato, e’ stato interrogato dal magistrato Emilio Gatti. L’uomo, che aveva trovato da lavorare in una ditta di traslochi, assistito dall’avvocato Alessia Sanna, si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere. Per Patricia non c’e’ piu’ il sogno americano, le restano le parole della figlia quindicenne affidate a Facebook: ”So che ci proteggerai da lassu’, che, come un angelo, verrai ad abbracciarci, a darci la buona notte e a guidarci nel nostro cammino. Mamma, ti amiamo con tutto il cuore… che Dio ti protegga”. (ANSA).