Prete accusato di stupro: “chiedo di morire, non so che fare”

SOS1308490Ferrara, 26 ottobre 2013 – Dopo anni di silenzio, esce allo scoperto don Pietro Tosi, 87 anni, il sacerdote che nel 1980 abusò di una 14enne a Cornacervina e la lasciò incinta. “Verso quella famiglia ho la coscienza a posto – dice oggi a “Il Resto del Carlino” – ho fatto tutto quello che era possibile, ora non so cosa fare e chiedo a Dio di morire”. Il figlio di quella violenza, Erik Zattoni, combatte una battaglia perché Papa Francesco riduca il sacerdote allo stato laicale e ha denunciato tutto alla trasmissione “Le Iene”.

Il prete ora vive in una casa di riposo e vive nel rimorso. Senza dubbio un sentimento tardivo, molto probabilmente sentimento che sarebbe rimasto segreto senza il clamore mediatico della trasmissione di Italia Uno e della Rete. “Sto morendo, sono finito, non ne posso più” ribadisce don Pietro al quotidiano bolognese ma non parla mai del giovane Erik, nè dell’episodio dello stupro: “Parlate con i miei avvocati”, dice, e cita tra i legali il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani.

Scriverà un libro – “Non mi merito tutto questo, ho aiutato giovani, anziani, famiglie, poveri, insomma la mia gente. Non c’era niente a Cornacervina, io ho fatto costruire tutto”, aggiunge il sacerdote, che promette di raccontare la sua vita in un libro. All’epoca respinse ogni addebito, minacciando le vie legali. Oggi la soluzione è arrivata dopo molti anni, nell’ambito della causa per il riconoscimento della paternità. (tgcom24.it)