Duplice omicidio, squallida fine di un ex-boss

SOS1308518Milano, 28 ottobre 2013 – Il suo cadavere e’ stato ritrovato ai margini di Quarto Oggiaro, ai confini con Novate Milanese, in un campo stretto tra la ferrovia e le case popolari di via Michele Lessona: ecco la squallida fine di Emanuele Tatone, 52 anni, ex esponente della famiglia di origine campana che si era fatta un nome nella malavita milanese. L’altro morto e’ Paolo Simone, 54 anni, un tossicodipendente originario della zona di Bruzzano. “Boss decaduto”, ecco come e’ stato definito Emanuele Tatone, anche se secondo altre versioni si trattava del “balordo” di famiglia, privo dello spessore criminale dei fratelli: dopo vari precedenti tra cui rapina e spaccio, nel 2002 era finito in carcere dopo aver tentato di uccidere un rivale in amore.

La tossicodipendenza lo aveva scaraventato ai margini della vita criminale della zona, tanto che nella scorsa primavera era stato sfrattato da casa e si era ridotto a vivere in una tenda di fronte alla sua abitazione. La polizia ha ritrovato il primo cadavere intorno alle 15, chiamata da uno degli abitanti della zona. Una volta sul posto gli agenti hanno trovato poco distante il secondo corpo, riverso vicino agli argini di un canale. Sul posto sono arrivati il capo della Squadra Mobile di Milano Alessandro Giuliano e il capo del commissariato di Quarto Oggiaro Antonio D’Urso, insieme agli agenti della Scientifica.

Gli inquirenti non hanno ancora confermato ufficialmente le voci circolate nelle prime ore, secondo le quali i due sarebbero stati uccisi a colpi d’arma da fuoco, ma proprio la scena del crimine potrebbe suggerire alcuni risvolti sul caso: nella zona delimitata dagli investigatori c’e’ un’auto, una Opel scura, che potrebbe appartenere a una delle due vittime. Sembra probabile che i due si siano recati all’appuntamento con gli assassini a bordo della vettura. Saranno le indagini a stabilire se si e’ trattato di un regolamento di conti tra criminali o di un litigio finito male tra balordi. “Non era piu’ nessuno, ad agosto gli avevano persino rubato la tenda”, dicono nel quartiere.