Muore tre minuti dopo il marito

SOS1308514Reggio Emilia, 28 ottobre 2013 – QUASI settanta anni insieme. Poi la morte. Arrivata a tre minuti di distanza uno dall’altra. Ecco come se ne sono andati, l’altro giorno all’alba, dopo un matrimonio durato sessantotto anni, Franco Cilloni e Irma Gazzotti, entrambi di 87 anni compiuti da pochi mesi.
«Mio papà è morto intorno alle 6.20 — spiega Paolo Cilloni, 57 anni, uno dei figli della coppia —, mia mamma a pochi minuti di distanza, intorno alle 6.23. Praticamente insieme».

FRANCO Cilloni è scomparso all’Hospice Madonna dell’Uliveto, a Montericco di Albinea. La moglie invece era ricoverata all’ospedale Santa Maria. «Sono morti a tre minuti di distanza — spiega il figlio — dopo aver vissuto una vita insieme. Appena ho saputo di quanto accaduto ho pensato: ‘Si sono chiamati’. Un medico — prosegue Paolo Cilloni — invece mi ha detto che non gli era mai accaduto una cosa del genere». Fino al giorno precedente, Franco Cilloni e Irma Gazzotti – rispettivamente originari di Carpineti e Viano – erano entrambi ricoverati all’ospedale cittadino. Poi per Franco Cilloni era arrivato il trasferimento nella struttura della frazione albinetana, dove è morto questa mattina all’alba.

La moglie invece è spirata pochi minuti dopo all’ospedale cittadino. Il decesso per i due coniugi è arrivato senza che potessero essere informati di quanto accaduto al congiunto. I vicini di casa ricordano i Cilloni come una famiglia discreta, «arrivati da circa una decina d’anni a Vezzano», con cui si avevano rapporti di normale buon vicinato. «Vivevano in un appartamento al primo piano — ricorda un residente nella stessa palazzina — con una signora che li aiutava. Ogni tanto poi venivano i volontari dell’Auser».

FRANCO Cilloni e la moglie Irma Gazzotti erano ricoverati in ospedale da varie settimane.
Franco da circa un mese e mezzo. La moglie invece da alcune settimane. I coniugi Cilloni da circa una decina d’anni vivevano a Vezzano, ma in precedenza per motivi di lavoro avevano vissuto in diverse località della provincia, da San Faustino di Rubiera a Puianello. «Per alcuni anni hanno lavorato come mezzadri e quindi ogni quattro od otto anni — spiega il figlio Paolo Cilloni — si cambiava il podere. I miei genitori hanno vissuto a San Faustino di Rubiera, a Borzano, ad Albinea, Puianello e infine a Vezzano», dove si erano trasferiti per motivi di comodità. Oltre al lavoro come mezzadro Franco Cilloni aveva lavorato in una ceramica di Casalgrande e la moglie come colf.