L’accusa della famiglia: «Simona è stata uccisa, massacrata a calci e pugni»

simonaRoma, 2 novembre 2013 – «L’hanno uccisa, l’hanno ammazzata a calci e pugni». È l’accusa, dopo il responso dell’autopsia, dei familiari di Simona Riso, 28 anni, morta alle 8 di mercoledì nel Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni. La giovane era stata trovata un’ora prima nel retro del giardino condominiale in via Urbisaglia nel quale viveva. Una vicina di casa ha dato l’allarme. Fino a questo momento, tuttavia, i carabinieri non indagano né per omicidio né per violenza sessuale. L’ipotesi principale seguita dagli investigatori dell’Arma è che la morte sia accidentale o comunque legata all’assunzione di farmaci. E non escludono che si sia trattato di un suicidio. Il pm Attilio Pisani procede comunque per omicidio colposo: verifica l’operato dei medici dell’ospedale. Diversa la versione della famiglia: secondo il consulente dei parenti di Simona che ha assistito all’autopsia, la ragazza avrebbe subito fratture multiple al bacino, alle costole e – a causa delle percosse – è stato anche perforato un polmone. Il fratello della vittima, Nicola, ancora sotto choc, ricorda: «Mia sorella lavorava nel ristorante di un hotel all’Eur e, come ogni mattina, doveva iniziare il suo turno alle 6.30. E come sempre era stata svegliata verso le 4 da una telefonata di mia madre, che vive in Calabria: sembrava una giornata normale, le ha dato il buon giorno, purtroppo l’ultimo». Sebastiano Russo, avvocato della famiglia Riso, aggiunge: «Simona si era messa alle spalle un periodo buio, tra depressione e anoressia: non aveva mai tentato il suicidio, ma aveva cercato di attirare su di sé l’attenzione dei suoi cari». Da qualche mese, però, stava meglio: «Aveva smesso di prendere antidepressivi – sottolinea il legale -, come è stato confermato dalle analisi del sangue eseguite durante l’autopsia». E riferendosi alla frase che avrebbe detto Simona durante il trasporto in ambulanza («Mi hanno violentata»), Russo precisa: «La ragazza poteva voler intendere che qualcuno aveva cercato di abusare di lei. Forse lei ha reagito e la tentata violenza non è riuscita». L’aggressore, però, in un raptus di follia potrebbe averla massacrata di botte prima di fuggire. Un ex fidanzato o un amico respinto? Parenti e amici di Simona hanno indicato agli investigatori qualcuno che negli ultimi tempi l’aveva frequentata: su di lui si concentrano le indagini.

di Frignani e Di Frischia
fonte Corriere.it

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