Per 3 volte gli chiedono il pagamento della stessa multa. Ma lui ha già pagato, e ora chiede i danni

multaBrindisi, 2 novembre 2013 – Cosimo Carrieri , 67 anni, il 15 maggio 2009 trova una multa sul parabrezza della sua autovettura. Divieto di fermata, a Roma. Importo della sanzione più spese procedurali e di notifica, totale 49,05 euro. Ad agosto gli viene notificato il verbale. Carrieri paga il dovuto e pensa che sia finita lì. Invece il 22 febbraio 2011 il Dipartimento Risorse economiche di Roma Capitale, gli invia un avviso per il mancato pagamento della sanzione, questa volta di 91,85 euro. Il 67enne allora invia un fax trasmettendo copia del bollettino di pagamento. Non è ancora finita, perché a giugno di quest’anno gli arriva da Equitalia una cartella di pagamento di 155,31 euro. Di nuovo Carrieri invia il fax dichiarando di aver provveduto al pagamento della somma in data 2 settembre 2009 ed allegando, per l’ennesima volta, copia della ricevuta del bollettino di pagamento. E a questo punto è lui che ”minaccia”, chiedendo, esasperato, l’immediato discarico della cartella esattoriale, e concludendo che nel caso contrario avrebbe proceduto per vie legali con addebito delle spese sostenute e per il ristoro dei danni subiti. Scriverà inoltre una lettera ad Adiconsum per segnalare il suo caso. Si dice vittima di ”distrazioni, cervelloticità e accanimento dello Stato che quando si tratta di chiedere soldi supera agevolmente le barriere della burocrazia, ma se deve pagare erge un muro di scartoffie”. (Fonte: GazzettadelMezzogiorno.it)