Rifiuti: Schiavone;assessore Puglia,problema sotto controllo

schiavoneBari, 3 novembre 2013 – ‘Le dichiarazioni del ‘pentito’ di camorra Carmine Schiavone, rese nel 1997, riguardano fatti collocabili in epoca precedente. A questo punto mi viene da chiedermi se chi era a conoscenza di queste dichiarazioni, laddove verificabili e confermate, le abbia poi messe a disposizione degli organi inquirenti perche’ essi potessero svolgere il proprio lavoro”. Cosi’ l’assessore pugliese all’ambiente, Lorenzo Nicastro, sulle dichiarazioni del ‘pentito’ Schiavone che alla Commissione parlamentare antimafia ha parlato di discariche illegali anche in Puglia dove sarebbero stati sotterrati fanghi industriali, rifiuti di lavorazione e radioattivi, sostanze tossiche. “Il fatto che le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone siano state soltanto ora rese pubbliche – afferma Nicastro – non vuol dire che, anche in Puglia, le autorita’ competenti non tenessero da tempo sotto controllo il problema. Vorrei che si restituisse alle notizie che emergono in queste ore un contesto perche’, ancora una volta, non si rischi di creare ingiustificati allarmismi nella popolazione. Dico questo anche in ragione della mia precedente attivita’ di magistrato che, in piu’ occasioni, si e’ occupato di reati ambientali anche di questo genere”. “La mia tranquillita’, che confermo rispetto alle notizie che emergono, e’ dovuta al fatto che in Puglia – prosegue Nicastro – da anni seguiamo la questione e cerchiamo di mettere le forze di polizia giudiziaria, le uniche che possano concretamente intervenire su questi fenomeni, nelle condizioni di operare in maniera sempre piu’ efficace”. ”Per questo – aggiunge – per ben 7 anni abbiamo sottoscritto con le forze dell’ordine un accordo quadro, con un discreto stanziamento di fondi, al fine di monitorare il territorio regionale con un focus specifico sui reati di natura ambientale. Guardia di Finanza, Noe dei Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Arpa e CNR dal 2007 sono destinatarie di risorse economiche che permettono loro l’acquisto di tecnologie sempre piu’ sofisticate e la formazione del personale in maniera da essere sempre piu’ efficaci nell’azione territoriale”. ”Non siamo la regione – conclude l’assessore – in cui accadono piu’ reati ambientali ma siamo certamente quella in cui il sistema di repressione funziona meglio”.(ANSA).