Tennis, Fed Cup: Italia trionfa in finale, Russia ko

fedcupCagliari, 3 novembre 2013 – Un’oretta (59 minuti) e voilà, Sara Errani travolge (6-1 6-1) la malcapitata Kleybanova e l’Italia è di nuovo campione. Le azzurre del tennis, naturalmente. Charleroi 2006, Reggio Calabria 2009, San Diego 2010 ed ora Cagliari 2013. Di cosa? Di Fed Cup, quattro trofei per un ciclo che non vuole saperne di fermarsi: Santangelo/Schiavone/Pennetta/Vinci/Garbin/Errani/Knapp/Giorgi. La lista delle attrici protagoniste che nel corso di questi sette anni si sono alternate sui campi è lunga, e speriamo di non averne dimenticata nessuna. A loro va aggiunto l’unico sempre presente, quel Corrado Barazzutti capitano che, con pazienza certosina, ha davvero sistemato quello che una volta era il cantiere Italia.

Sconfitta la Russia, la festa è stata perfino contenuta. “Ci siamo assuefatti…” scherza un dirigente della Federtennis, bacchettato dalla Garbin che dice “Oh, ma sorridete!”. “Ma certo che siamo contenti, non diciamolo neppure per scherzo” aggiungendo, sottovoce, “dai che Robertina Vinci, ieri, in fondo ha aiutato lo spettacolo…” riferendosi alla battaglia che la tarantina ha sostenuto contro la Panova, sconfitta al terzo set dopo averle annullato quattro match point.

Un minimo di pepe in un match il cui esito era già scritto sulla carta. “E pensare che l’Itf voleva che si giocasse a Roma o, in alternativa, Milano o Napoli. Città il cui pubblico è abituato già a grandi eventi. In quanti sarebbero venuti? Invece qui a Cagliari abbiamo venduto cinquemila biglietti, c’è un sole estivo e l’ospitalità è stata meravigliosa…” ribadiscono dalla Federtennis e rilanciano le accuse all’Itf (la federazione mondiale) che finalmente è intervenuta per risolvere il problema della contemporaneità della finale di Fed Cup con il Master B della Wta. “Se non altro le defezioni delle russe hanno posto il problema, ma c’hanno messo sei anni, accidenti a loro…”.

Ma questi sono problemi di politica internazionale, che nulla tolgono al trionfo azzurro. L’Italia femminile è un movimento che può vantare una Top Ten (Errani), e Vinci a ridosso, più Pennetta e Knapp nelle prime 41 della classifica. In attesa di assistere al ritorno della Schiavone e all’esplosione definitiva di Camila Giorgi.

Questi successi di Fed Cup non sono frutto del caso, o di sorteggi favorevoli o di altre coincidenze astrali fortunate. Sono il raccolto di un lavoro che parte dai campi di allenamento di ragazze la cui consapevolezza è cresciuta contemporaneamente alla loro maturità.
Per questo Cagliari non sembra essere un punto d’arrivo, ma una puntata di una storia la cui fine sembra ancora lontana dall’essere scritta.
dall’inviato PAOLO ROSSI

Fonte Repubblica.it