Giallo di Simona Riso: si rafforza ipotesi suicidio, “e’ caduta dal tetto”

simona risoRoma, 4 novembre 2013 – Simona Riso e’ morta dopo essere precipitata per alcuni metri dal terrazzo condominiale, un volo che neppure gli alberi hanno potuto frenare. A queste conclusioni e’ giunta la procura di Roma dopo il sopralluogo effettuato nello stabile di via Urbisaglia. Chi indaga non ha dubbi: fratture e abrasioni rinvenute sul corpo della ragazza sono compatibili con una caduta dall’alto e con uno ‘strusciamento’ sugli alberi presenti in cortile.
Resta da capire se la giovane, che abitava al piano terra, si sia buttata o sia stata spinta da qualcuno. Due i particolari che sembrerebbero di nuovo dare linfa alla tesi del suicidio: nessuna immagine di persona sospetta sarebbe stata immortalata dalle telecamere presenti nella zona.
E ispezionando l’appartamento, dove la ragazza abitava con altre tre persone, gli investigatori hanno scoperto che la vittima usava di frequente un potente farmaco ansiolitico.
L’attenzione di chi indaga e’ concentrata nell’arco di un paio d’ore: dalle 5 della mattina di mercoledi’, quando Simona ha parlato al telefono con la madre prima di andare a lavorare come cameriera in un hotel, fino alle 7, quando e’ stata trovata agonizzante nel cortile dello stabile da una inquilina.

Risposte utili potrebbero arrivare dall’esame tossicologico che la procura ha disposto in sede di autopsia e dall’analisi delle tracce di vomito rilevante sulla maglietta. Il pm, comunque, indaga per omicidio volontario a carico di ignoti: gli investigatori stanno sentendo i vicini di casa e visionando filmati delle telecamere di zona. Gli investigatori stanno inoltre compiendo accertamenti sugli ultimi contatti avuti da Simona attraverso i social network, facebook e twitter, cosi’ come le sue ultime telefonate. Simona e’ stata tumulata a San Calogero, il centro del Vibonese di cui era originaria, e il parroco del paesino calabrese, don Antonio Farina, ha preannunciato per sabato prossimo una fiaccolata per sensibilizzare, insieme alla famiglia, gli inquirenti affinche’ facciano piena luce sul caso. (AGI) .