Per non dimenticare le vittime dell’alluvione di Genova del 4 novembre 2011

GENOVA (2)Roma, 4 novembre 2013 – L’alluvione di Genova del 4 novembre 2011 si è verificata a seguito di fortissime precipitazioni (Ciclone Mediterraneo Rolf) che hanno registrato punte superiori ai 500 mm in poche ore in diverse zone di Genova e provincia[1]. Ne è scaturita l’esondazione dei torrenti Bisagno e Fereggiano e la piena dei torrenti Sturla, Scrivia e Entella. L’ultimo precedente grave di alluvione genovese è quella del 7-8 ottobre 1970, quando morirono 44 persone nelle stesse zone colpite nel 2011 per la caduta di quasi 900 mm d’acqua in poco più di 24 ore. Lo stato di Allerta 2 si è prolungato per diversi giorni in tutta la Liguria, eccetto il Tigullio e la provincia della Spezia che sono in stato di Allerta 1.
I centri più colpiti sono stati quelli di Genova nei quartieri di Quezzi, Foce, Molassana, San Fruttuoso, Marassi, Brignole, Quarto e Nervi e i comuni di Recco e Camogli. L’alluvione è seguita a breve distanza a quella verificatasi il 25 ottobre nell’area delle Cinque Terre e della Lunigiana che ha provocato 12 vittime e 1 disperso. Le vittime ufficiali sono 6, tutte decedute in via Fereggiano: una donna albanese con le sue due bambine di 1 e 8 anni e la vicina di casa, una 19enne rimasta schiacciata da una macchina e un’altra donna arrivata esanime all’ospedale. Più di un migliaio di persone sono state sfollate da Genova e dai centri limitrofi. La procura della Repubblica di Genova ha aperto un fascicolo sulla morte delle 6 persone[ e il sindaco del capoluogo Marta Vincenzi ha proclamato il lutto cittadino per il 7 novembre, giorno in cui si è celebrato il primo funerale: quello di Angela Chiaramonte, che ha salvato il proprio figlio nell’androne del suo palazzo in via Fereggiano prima di morire insieme alla vicina albanese e le bambine
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