Baby squillo per una ricarica del cellulare, avviata indagine a L’Aquila

baby squillo prostituteL’Aquila, 6 novembre 2013 – Sul presunto giro di baby prostitute a L’Aquila del quale aveva fatto menzione il vescovo ausiliare monsignor Giovanni D’Ercole, la magistratura aquilana ha avviato una “indagine preliminare”. Lo ha confermato all’Agi il procuratore capo della Repubblica Fausto Cardella. “Al momento – ha spiegato – siamo appena alla fase iniziale, all’acquisizione, cioe’, di una ipotetica notizia di reato che abbiamo appreso solo dai giornali”. Il fascicolo e’ stato assegnato al sostituto procuratore David Mancini il cui pool ha competenza su questo genere di reati”. Anche per quanto riguarda le affermazioni di monsignor D’Ercole, il procuratore capo e’ molto cauto tanto che parla di “presunte dichiarazioni”. Non e’ pertanto escluso che lo stesso prelato possa essere ascoltato in qualita’ di persona informata sui fatti. Le baby squillo, alcune delle quali avrebbero meno di 14 anni, si sarebbero prostituite anche per ottenere una ricarica telefonica. “Se dagli accertamenti dovessero emergere della verita’ su quanto riportato dai mass media – ha aggiunto Cardella – l’inchiesta subira’ un salto di qualita’.
L’obiettivo, ovviamente, e’ identificare i presunti sfruttatori”. Monsignor D’Ercole avrebbe saputo da un medico l’esistenza del giro di baby prostitute ma per il resto ha mantenuto un assoluto riserbo. (AGI)

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