Rapine in villa: immobilizzò e aggredì anziani coniugi, arrestato albanese

carabinieri38Perugia, 6 novembre 2013 – E’ ritenuto uno dei componenti del commando di almeno 5 persone che, il 20 novembre dello scorso anno, hanno compiuto una rapina in villa nel centro abitato di Todi, dopo aver immobilizzato e aggredito i proprietari di casa: un imprenditore 79enne e la moglie di 73 anni.
I carabinieri della compagnia di Todi e del reparto operativo di Perugia, al termine di una lunga attivita’ di indagine, hanno eseguto una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un albanese di 31 anni, accusato di concorso in rapina aggravata, lesioni personali, sequestro di persona, porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.
La misura e’ stata notificata allo straniero nel carcere di Civitavecchia, dove si trova per altri reati. Erano circa le 18.30 quando le 5 persone, tutte travisate con passamontagna ed alcuni armate di pistola, bastoni e cacciavite, fecero irruzione nella villa, sorprendono la moglie dell’imprenditore che venne immobilizzata e tenuta sotto controllo mentre avveniva il saccheggio in casa. Dopo poco piu’ di un’ora sopraggiunse anche il marito che, appena sceso dalla sua auto all’interno del garage, venne aggredito dai rapinatori e colpito violentemente, per poi essere trascinato al piano superiore dove si trovava la moglie. Dopo aver fatto razzia di tutti i monili e del denaro contante presente in casa, impossessandosi anche di diverse armi detenute regolarmente, i rapinatori immobilizzarono la coppia, legandola con nastro adesivo e chiudendola in una stanza.
Solo dopo qualche minuto l’imprenditore riusci’ a liberarsi e a dare l’allarme. Immediatamente i carabinieri attuarono posti di blocco lungo le principali arterie stradali, intuendo che si trattava di rapinatori esperti che, probabilmente, da giorni seguivano i movimenti della coppia. Nella villa furono rinvenute delle tracce, sulle quali, successivamente, il Ris di Roma ha isolato dei precisi profili genetici. E’ stato proprio confrontando uno di questi profili con il dna dell’albanese che i militari sono arrivati a questo ultimo, per il quale la Procura di Perugia, ha ottenuto dal gip la misura della custodia cautelare in carcere. Secondo quanto riferito dai carabinieri lo straniero nel 2002 era entrato clandestinamente in Italia e, da allora, e’ stato piu’ volte arrestato o denunciato per rapine, furti in abitazioni ed estorsioni.
L’ultimo episodio agli inizi di agosto 2013, quando venne sorpreso, insieme ad una romena, a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata risultata rubata. In quella circostanza l’albanese tento’ di sottrarsi all’arresto impugnando una pistola semiautomatica contro i carabinieri. L’arma e altro materiale rinvenuto nell’autovettura utilizzata dal rapinatore sono risultati provento di diversi furti in abitazione commessi in Abruzzo e Campania. Le indagini proseguono per risalire ai complici. (AGI) .