Genitori separati, figlio minaccia di buttarsi dal balcone: “più tempo con papà”

padre figlioMacerata, 16 novembre 2013 – «Voglio stare più tempo con papà altrimenti mi butto dal balcone». E tenta di aprire le finestre dell’appartamento per buttarsi giù. Sono queste le agghiaccianti parole pronunciate mercoledì pomeriggio da Enrico (nome di fantasia), un bambino di 9 anni di Porto Recanati, davanti al padre, alla madre, alla nonna paterna, agli assistenti sociali e ai carabinieri, giunti sul posto per tentare di riportare la calma e placare la lite tra genitori. Provvidenziale è stata la velocità da parte della nonna, che ha bloccato il piccolo. Enrico è figlio di una coppia di genitori separati da 5 anni. Il Tribunale ha disposto che deve vivere con la madre e che una volta a settimana, il mercoledì pomeriggio, stia per due ore con il padre. Ma lui ha espresso il desiderio di starci di un po’ di più: lo chiede da tempo, ma non è riuscito a ottenere ciò che desidera. «Se continua così, un giorno prendo una corda e mi impicco, così finisco di soffrire», avrebbe detto il bambino alla nonna tra le lacrime. «Fatemi stare un po’ di più qui con papà, perché non posso restare? Me lo promettete sempre ma non mi ci fate rimanere mai», urlava Enrico mercoledì pomeriggio agli assistenti sociali. La situazione si trascina così da quattro anni. Il bambino è terrorizzato ogni volta che sente parlare di assistenti sociali o carabinieri.
La vicenda è ben nota agli assistenti sociali, che più volte sono dovuti intervenire. E mercoledì si è consumato appunto un altro dramma familiare, tra liti, scontri e la richiesta di intervento dei carabinieri contattati proprio dagli assistenti sociali, che hanno avuto bisogno di supporto in quei momenti caotici durante i quali allo scontro tra genitori si è aggiunto il pianto disperato del bambino, che all’improvviso si è diretto verso il terrazzo, minacciando di buttarsi giù. La situazione, per fortuna, è poi tornata alla normalità, ma il problema che l’ha creata resta irrisolto: da un lato la decisione del tribunale, dall’altra i desideri di un bimbo che vanno al di là della legge.

Emanuela Addario – IlRestodelCarlino.it