Il parlamentare ci prova con la minore

adolescenteLui è di mezza età, lei gli dice che ha soltanto 17 anni ma è disposta a tutto Si conoscono su facebook. L’uomo: «Nessun problema, ti sento disinvolta»

Roma, 16 novembre 2013 – Il parlamentare e quelle chat hard con la ragazzina. F.S. è alta, attraente, lunghi capelli mossi contornano un volto dai lineamenti marcati. Gli occhi sono chiari su di un corpo formoso e ben definito. A sfogliare le sue foto non diresti mai che ha compiuto 18 anni solo da pochi mesi. Ha un sogno, come molte delle sue coetanee, fare la cantante e diventare ricca. «Fare la bella vita» scrive in chat. Ed è lei che ci racconta la sua storia, non molto lontana da quelle delle ragazzine dei Parioli. F.S. ha voglia di sfogarsi, scrollarsi di dosso un fardello che pesa sulla sua coscienza. «Ci penso spesso e oggi mi considero fortunata, perché mi sono fermata un istante prima del pasticcio». Lo definisce così quell’incontro erotico che si sarebbe dovuto consumare in un week end di quasi un anno fa.
F.S. conosce un parlamentare sul social network Facebook. Lui è un uomo di mezza età, le scrive in privato. E così fra un «ciao, complimenti per le foto» e un «grazie, tu invece dovresti perdere qualche chiletto», che inizia una lunga conversazione virtuale fra una minorenne e un parlamentare, padre di famiglia e impegnato per la lotta ai diritti sociali. È la seconda vita di un uomo come tanti altri, con la differenza che siede in Parlamento. «A Roma sono sempre solo, la sera ho voglia di rilassarmi, meglio se in buona compagnia», scrive lui. «Io invece devo studiare perché sono in un periodo di compiti in classe». «Ma non volevi fare la cantante oppure ho letto male ?». «Siiiii, ma a scuola ci devo andare, altrimenti chi li sente i miei». «Perché vivi con i tuoi?». «Certo, dove vado a 17 anni senza un centesimo?». «Sei minorenne?». «Problemi?». «No, quando compi 18 anni?». «Fra 10 mesi!». «Allora possiamo chattare». «Ti crei problemi a chattare con una diciassettenne?». «Meglio se 18 enne, mi sembra però di intuire che sei abbastanza disinvolta». «So quello che voglio e so pure come ottenerlo». « E cosa vorresti?». «Visto che guadagni molto, non avresti problemi a comprare una Stella McCartney». «E cos’è?». «Ma dove vivi? Una borsa superfiga». «E quanto costa?». «Intorno agli 800 euro». «Un investimento! Tu cosa faresti per ottenerla?». «Tutto». «Inizia ad essere interessante il discorso, io sono molto esigente e non bisogna mai dire basta con me. Inizia con il mandarmi qualche foto, non nuda, con lingerie e in pose provocanti».
Sono solo alcuni questi degli stralci di conversazione che F.S. ha ancora salvati sul suo pc. Chat che diventano sempre più spinte e volgari. Autoscatti che una 17 enne mandava per ottenere in cambio una borsa, perché i suoi genitori non avevano queste possibilità. Padre impiegato, madre casalinga e un fratello disoccupato. F.S. ama la moda e le firme. Per ottenere la borsa all’ultimo grido è disposta a tutto, o quasi tutto. «Quando si è trattato di passare dalla chat al reale, andare e farmi toccare da quel vecchio, non ce l’ho fatta», scrive. «Lui mi ha proposto cene, viaggi, di tutto. Però non me la sono sentita, in chat era diverso, tutto più semplice. Quando ci siamo incontrati per un caffè mi sono resa conto che era troppo grande per me. E anche brutto. Oggi sono felice di non esserci andata. La borsa non me l’ha comprata. Eppure gli ho mandato un sacco di foto».

Francesca Pizzolante

Fonte IlTempo.it