Ingoia lo stuzzicadenti di un involtino, muore 37enne

stefano vittori1Rimini, 22 novembre 2013 – Morto dopo aver inghiottito uno stuzzicadenti assieme a un involtino.
Stefano ‘Paio’ Vittori, 37 anni, bagnino, è deceduto dopo che lo stecchino ha forato l’arteria epatica. Da qui un aneurisma che se lo è portato via.
Una vicenda che ha dell’incredibile soprattutto per il suo esito fatale. L’uomo arriva al Pronto soccorso dell’ospedale di Rimini il 15 novembre dicendo di avere forti dolori allo stomaco e all’intestino. Ai medici che lo stanno visitando riferisce il sospetto di avere ingoiato uno stecchino visto che aveva mangiato degli involtini tenuti insieme, appunto, dal pezzetto di legno di averli contati e avere visto che ne mancava uno.
I medici a questo punto lo sottopongono a endoscopia ed effettivamente compare la sagoma del micidiale legnetto. Viene sottoposto a intervento ma lo stecchino ha già provocato danni gravissimi: ha forato l’intestino, è uscito ed bucato l’arteria epatica. Da qui una massiccia perdita di sangue per la quale è stato necessario effettuare a Stefano alcune trasfusioni. I chirurghi hanno comunque cercato di suturare l’arteria fortemente danneggiata. Uscito dalla sala operatoria l’uomo è stato portato prima nel reparto di Chirurgia, poi in Terapia intensiva dove è rimasto ricoverato. Domenica sera la situazione, che i medici aveva da subito considerato gravissima, è precipitata: Stefano è stato riportato in sala operatoria, ma non è stato possibile arginare la massiccia emorragia.
L’Azienda Usl di Rimini ha già disposto l’autopsia sul corpo al fine di verificare che tutte le procedure messe in atto dai medici siano state osservate correttamente.
Comprensibilmente sconvolti i familiari. La madre: «Lo stavano curando dopo avergli tolto lo stecchino, poi all’improvviso l’aneurisma. Non ci resta che attendere gli esiti dell’autopsia. Poi vedremo».
Due giorni fa Stefano scriveva agli amici su Facebook che era contento di tornare a casa dopo il ricovero in ospedale. Il terribile destino aveva deciso diversamente.

Monica Raschi – IlRestodelCarlino.it