Scandalo Regione Piemonte: “A Cota rimborsato il fast food”

roberto cotaTorino, 22 novembre 2013 – ”Non ho mai fatto cene e festini in maschera, come è avvenuto altrove. Non ne avrei avuto il tempo e non è assolutamente nella mia indole di uomo e padre di famiglia”. Lo scrive il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, in una lettera inviata ai giornali. Ma a incastrare il governatore nell’inchiesta su “rimborsopoli”, ci sarebbero i tabulati telefonici. “Mi contestano spese per 800 euro al mese per tre anni, ma io sono un presidente leale”, scrive Cota. Gli investigatori, in realtà, hanno i tabulati che smentiscono quanto affermato dal governatore. “Non mi trovavo in quel posto in quel giorno”, ripete Cota a chi gli contesta gli scontrini battuti in autogrill. Le sue telefonate, invece, come riporta La Repubblica, sembrano dimostrare il contrario. Un database con numeri e chiamate – La Procura ha in mano, infatti, un database con tutte le telefonate fatte e ricevute dai consiglieri indagati, e le relative “celle” che agganciano le chiamate al luogo da cui partono. Tra le spese particolari contestate ai 43 politici emerge un po’ di tutto: rimborsi per cene al ristorante e ai fast food, videogame, cravatte e tartufi, sostituzione di pneumatici, valigie in pelle, articoli per animali, biglietti per le partite. Salta fuori, poi, secondo La Stampa, anche una trasferta a Roma pagata 13mila euro per assistere al convegno nazionale del Pdl nel 2011, spesa contestata al consigliere Angiolino Mastrullo che rimanda al mittente le accuse: “La trasferta fallì e per scongiurare un contenzioso ancora più gravoso per la Regione con la ditta del bus, pagammo quanto pattuito”. (TgCom24)