Artigiano strozzato dai debiti si spara. Figli disperati: ”se ci avesse chiesto aiuto”

sergio colaRoma, 23 novembre 2013 – Gli affari andavano male, stretto tra la crisi e i debiti, alla fine non ce l’ha fatta più. Un sollecito di una bolletta sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendo un artigiano di Tivoli a farla finita. Dopo una vita passata a lavorare tra torni e trapani, Sergio Cola di 63 anni, ha scelto per uccidersi proprio nella sua officina, nelle campagne di Tivoli al Bivio di San Polo. L’uomo, ieri mattina, si è appeso a una carrucola attaccata al soffitto e poi si è sparato al petto con un fucile da caccia.
Nessuno, né i famigliari né il suo socio – e fraterno amico di una vita – sospettavano qualcosa. «Nessuno poteva immaginarlo, credeteci, siamo distrutti dal dolore e dalla sorpresa – dicono con un filo di voce i figli, Alessandro e Giuseppe – fino a poco prima era allegro come sempre. Se magari ne avesse parlato, se ci avesse chiesto aiuto…».

L’artigiano ha voluto lasciare un biglietto e un breve video per salutare tutti i suoi parenti, dalla moglie ai due figli, dal nipotino di pochi mesi agli amici e anche il suo sacerdote. Nel video, di appena 20 secondi e girato con il suo telefonino, l’uomo rivolge un pensiero ai suoi cari e poi li saluta con la mano, prima di poggiare il cellulare vicino al biglietto e, sembra, al sollecito di una bolletta della luce di 200 euro. «Papà era una persona davvero buona e onesta – hanno ricordato i due figli Alessandro e Giuseppe, mostrando la foto del padre con in braccio un cucciolo – forse anche troppo genorosa. Lo fosse stato un po’ meno, non avrebbe avuto tutti questi problemi». Domani è prevista l’autopsia. L’indagine è affidata alla polizia.

Fulvio Ventura – Il Messaggero.it

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