Droga e presunti favori, professore indagato

carabinieri40Bologna, 28 novembre – Presunti favoritismi per pubblicazioni scientifiche oppure per turni di lavoro piu’ comodi per una ristretta cerchia di allievi. Ma anche incontri in cui avrebbe ‘stimolato’ l’utilizzo di sostanze stupefacenti e di alcolici. E pure relazioni con alcune studentesse, che avrebbero per questo goduto di un trattamento privilegiato. Sono le accuse mosse ad un professore associato che lavora alla Scuola di specializzazione di Psichiatria dell’Universita’ di Bologna e molto conosciuto in ambito accademico, Alessandro Serretti. Accuse che ora la Procura di Bologna e’ chiamata a vagliare e in parte messe su bianco da un gruppo di iscritti alla Scuola. Ora, anche sulla base di quell’esposto, il docente e’ indagato. Al momento solo per reati legati agli stupefacenti, mentre per le altre circostanze segnalate, i carabinieri stanno indagando sui contenuti delle denunce, ancora tutte da verificare. Denunce nate, a quanto si apprende, in un clima di rapporti avvelenati all’interno della Scuola dell’universita’ bolognese. Alcuni specializzandi (si tratta di laureati in Medicina e Chirurgia) sono stati gia’ sentiti dagli inquirenti. Il fascicolo di indagine e’ affidato al pm Rossella Poggioli, ed e’ stato aperto circa quattro mesi fa, quando un’altra docente si rivolse ai militari, dopo aver ‘raccolto’ i racconti di due studentesse. Poi nei giorni scorsi, alla Procura e’ arrivata una descrizione piu’ dettagliata e circostanziata: un esposto firmato da 25 su 32 iscritti e inviato al Garante dell’Ateneo, quindi arrivato in rettorato e da li’ spedito ai pm. Quello che viene descritto – appunto – e’ un contesto fortemente ‘avvelenato’ all’interno della scuola. Per quanto riguarda eventuali profili penali, e’ tutto in fase di valutazione. Il professore, oggi regolarmente al lavoro, raggiunto telefonicamente ha spiegato, con tranquillita’, che preferisce non commentare. Il rettore dell’universita’, Ivano Dionigi, ha sottolineato che appena e’ venuto a conoscenza dei fatti si e’ immediatamente attivato e ha subito trasmesso tutto a chi di dovere. “Se anche un decimo di quanto viene scritto e’ vero sarebbe gravissimo. Attendo gli accertamenti della magistratura”, il suo commento. Al momento l’Alma Mater non ha ancora preso provvedimenti nei confronti del docente. Provvedimenti disciplinari infatti saranno con ogni probabilita’ valutati se e quando dovessero arrivare atti ufficiali dalla procura, come accadde nel caso di Flavio Delbono ex sindaco ma anche docente che dall’Ateneo. “Tutti i pubblici ufficiali, medici compresi, in presenza di fatti che potrebbero essere penalmente rilevanti hanno l’obbligo di informare immediatamente la Procura, per non rispondere del reato di omissione di atti di ufficio”, ha spiegato il procuratore aggiunto, Valter Giovannini, riferendosi alla ‘denuncia’ fatta dalla docente. (ANSA).