Errata diagnosi medica, bimbo restò invalido: l’Asl deve risarcire 4 milioni

ospedale corsiaIl piccolo aveva soltanto un anno, i sanitari scambiarono una encefalopatia infiammatoria per una otite catarrale

Salerno, 28 novembre 2013 – Una diagnosi medica sbagliata, nel 2006, provocò una invalidità permanente a un bambino che all’epoca aveva soltanto un anno. Adesso l’Asl di Salerno deve risarcire quattro milioni di euro alla famiglia del piccolo per un errore commesso all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Il piccolo fu portato al nosocomio per uno stato febbrile che oramai proseguiva da tempo. Dopo la visita medica, il bambino fu subito dimesso con una diagnosi di otite catarrale. «E non fu disposta nessuna terapia farmacologica» ha rivelato a «La Città» l’avvocato della famiglia, Vincenzo Murano. La febbre alta non accenna a diminuire e dopo due settimane i genitori del piccolo lo riportano in ospedale. Stavolta ci sono anche crisi convulsive. I medici prescrivono antibiotici e cortisone e lo dimettono nuovamente. Ma niente, l’influenza aumenta. Finalmente, dopo venti giorni, il ricovero e il trasferimento al Santobono di Napoli. Qui la diagnosi è diversa: il bambino ha una encefalopatia infiammatoria e quei sintomi che aveva non era causati dalla febbre ma da una tetraparesi spastica. Nei referti dei medici legali, chiamati a stabilire le colpe in sede giudiziaria, c’è l’atto d’accusa per i pediatri dell’ospedale di Nocera. «La somma stabilità per il risarcimento è di quattro milioni di euro – ha detto l’avvocato Murano – ma abbiamo proposto all’Asl una rateizzazione e un risparmio sulle spese legali». (Corriere.it)