I furbetti dell’Ateneo: papà in Ferrari, ma lei è povera

ferrariRoma, 28 novembre 2013 – C’è la studentessa col padre proprietario di una Ferrari e di case di lusso che dichiarava 19.000 mila euro di reddito annuo. C’è quella iscritta a Tor Vergata che ha dichiarato 14 mila euro l’anno, ‘dimenticandosi’ di avere in banca ben 600 mila euro. Quella con redditi da 70 mila euro l’anno, tenuti sottobanco. C’è quella di Roma Tre, a cui hanno scoperto una villa con piscina (neanche accatastata), passata dalla ‘prima fascia’ di reddito, quella dei più indigenti, addirittura alla sessantesima. E che, oltre a tenersi in tasca i 1.700 euro di retta universitaria, era pure in corsa per una borsa di studio da 26 mila euro.

Sono alcuni dei casi eclatanti dei ‘furbetti d’ateneo’, gli studenti universitari finti poveri che dichiarando redditi molto più bassi del reale usufruivano nelle università di Roma di benefit come alloggi, assegni, sconti sui trasporti e mense.

A smascherarli è stata la Guardia di Finanza, che grazie a un patto con la Regione Lazio e i tre atenei romani ha scoperto che nell’anno che sta per finire ben il 62 per cento degli studenti a Roma, a seguito di controlli mirati, ha dichiarato in modo irregolare il proprio reddito. I risultati dell’indagine sono stati presentati questa mattina in Regione dal governatore Nicola Zingaretti, con il vicepresidente e assessore all’Università Massimiliano Smeriglio. Con loro il rettore de La Sapienza Luigi Frati e i prorettori di Tor Vergata e Roma Tre. A presentare i dati i vertici della Finanza del territorio: il comandante regionale, generale Carmine Lopez e il comandante provinciale, generale Ivano Maccani. (ANSA)