Il malessere della Polizia

poliziaLe forze dell’ordine non riescono più a garantire il servizio di sicurezza nel nostro Paese. O meglio riescono a farlo a stento…
Roma, 29 novembre – Le forze dell’ordine non riescono più a garantire il servizio di sicurezza nel nostro Paese. O meglio riescono a farlo a stento, in condizioni difficili, con un organico che ha dovuto fare i conti con numerosi e ripetuti tagli avvenuti negli ultimi anni da parte di tutti i governi, politici e tecnici. E tutto ciò è avvenuto mentre in periodi di crisi economica aumentano a dismisura delitti e reati. Il Capo della Polizia Alessandro Pansa denuncia 15 mila agenti in meno nel controllo del territorio. E il suo allarme non può e non deve essere sottovalutato. Dal 2014, ci saranno solamente 94 mila uomini schierati contro le varie emergenze, non più 110 mila come prima. I dati sono incontrovertibili. Quasi 270 milioni di euro in meno al comparto sicurezza solo nella Finanziaria 2010 rispetto ai fondi stanziati nel 2009. E la cura dimagrante è andata avanti fino all’ultima legge di stabilità appena varata dal Governo Letta. Anche per il 2014 lo stipendio delle forze di polizia rimarrà congelato. I tagli degli straordinari saranno del 5%. Proseguirà la limitazione al turn over, con la conseguente tendenza di avere poliziotti e carabinieri mediamente sempre più anziani. Quando si scende nel territorio gli effetti sono devastanti. A Genova nel 2014 ci saranno 400 agenti in meno. A Milano, i poliziotti lavorano senza batterie nelle radio e con volanti dimezzate rispetto a quelle in strada negli anni Novanta. Ma il ragionamento dei vertici della Polizia riguarda soprattutto i poteri di controllo del territorio. Cosa vuol dire? I tagli penalizzano il comparto della sicurezza a favore di quello della Difesa, impegnato da anni nelle cosiddette “pattuglie miste” e in compiti di presidio di obiettivi a rischio nelle città più importanti. Ora, secondo la Polizia, bisogna chiarire chi ha la legittimità dell’uso della forza nell’ambito della sicurezza. Perché se l’asse si sposta verso il sistema militare, possono verificarsi scompensi anche rispetto ai principi costituzionali.

 

Fonte Ilsole240re