Marò, De Mistura: ”ma quale pena di morte, torneranno in Italia a testa alta”

maròRoma, 29 novembre 2013 – ”I nostri Girone e Latorre non rischiano in alcun caso la pena di morte. Del resto c’e’ una dichiarazione del governo indiano di ieri, c’e’ una dichiarazione scritta allorche’ tornarono in India per mantenere la parola sull’accordo di rientro da parte nostra. Insomma, il caso non si pone”. Lo ha detto Staffan De Mistura, inviato speciale del Governo italiano sul caso Maro’, intervenendo a “Prima di tutto” su Radio 1. “Gia’ in passato – ha aggiunto – quando si sollevo’ la questione di interrogare in India gli altri 4 fucilieri di Marina, la stampa indiana escluse che cio’ potesse svolgersi lontano dal loro Paese. Ebbene, l’audizione avvenne poi in Italia attraverso videoconferenza. Il governo indiano mi ha detto: non date peso alle illazioni della nostra stampa, che e’ molto “creativa”, per usare un eufemismo, e’ drammatizzante. E questo e’ anche il caso di ieri”. “Da parte nostra non ci sono dubbi. Noi vogliamo, e siamo convinti che sia giusto cosi’, che la vicenda si concluda con i due fucilieri di marina che tornano a casa a testa alta, dopo aver passato 22, forse 24 mesi in India per un incidente avvenuto in acque internazionali mentre facevano il loro dovere. Anche se l’incidente e’ stato involontario, e’ capitato nel compimento del dovere da parte di Girone e Latorre, e in questi casi l’incidente puo’ succedere. Ma tutto questo va provato”, ha aggiunto De Misutura.
“Noi abbiamo tenuto duro – ha aggiunto – ed e’ stato giusto cosi’, sulla questione di interrogare gli altri 4 fucilieri, giacche’ ci saremmo trovati a quel punto ben 6 nostri connazionali interrogati in India, un fatto inconcepibile, inaccettabile. Questo muro contro muro ha pero’ dilatato i tempi, facendo trascorrere tre mesi, pertanto risolvere la questione entro Natale, che era la nostra speranza, sulla base delle indicazioni degli avvocati indiani, non sara’ possibile. I familiari di Girone e Latorre potranno stare naturalmente coi loro cari ma in India. Aspettiamo il rapporto della NIA, che e’ un po’ la Digos indiana. Una volta arrivato questo rapporto, credo entro il 15 dicembre, a quel punto il giudice emettera’ il capo d’accusa”. E questo,ha sottolineato De Mistura, “sara’ un passaggio importante, perche’ il capo d’accusa ci dira’ in che direzione si vuole mandare il processo. Noi abbiamo argomenti su argomenti, siamo pronti ad affrontare qualunque circostanza, ma sara’ un momento cruciale. Poi ci sara’ il processo che puo’ durare 3 mesi”. (AGI)

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