Tre statue della Madonna sparite in una settimana

statue madonna trafugateCapitello svuotato della figura della Vergine, trafugata una statua da un campo e da un tabernacolo a Mirano. Atti vandalici contro una chiesa

Venezia, 29 novembre 2013 – Un’altra effigie della Madonna sparita. È il terzo giorno consecutivo che a Venezia avvengono atti vandalici ai danni di simboli e luoghi religiosi. Mercoledì mattina, mentre si recava in Comune a Rialto, il consigliere dell’Udc Simone Venturini si è accorto che qualcosa non andava in campo dei Tolentini, a pochi passi dall’Iuav. Tra un bar e una parafarmacia c’è infatti un capitello «per i poveri di San Vincenzo de Paoli», si legge scolpito sulla pietra. Qui c’era un’effigie della Madonna che però mercoledì mattina era sparita. Dopo settimane di azioni vandaliche ai danni di capitelli e chiese, Venturini si è allarmato e ha postato su Twitter e Facebook un’immagine del capitello vuoto chiedendo ai suoi contatti se fosse così da sempre. Il tam tam è immediatamente partito e di lì a poco è arrivata una fotografia, risalente a poco tempo fa, che ritraeva l’effigie al suo posto.

È il terzo atto vandalico di questa settimana. Lunedì, poco dopo le 13, una persona è entrata della chiesa del Santissimo Nome di Gesù in fondamenta Santa Chiara e ha appiccato fuoco all’altare e al tabernacolo. Per fortuna, l’incendio è stato subito domato e i danni sono di poco conto. Martedì poi, passando per campo San Maurizio, una signora si è accorta che era stata trafugata una statua della Madonna. I problemi sono tuttavia iniziati a Mirano. Tra il 12 e il 14 novembre, dalla teca sotto i portici di via Mariutto, è sparita la statua di Sant’Antonio che da decenni ogni 13 giugno viene portata in processione alla cappella dell’ospedale. Il giorno dopo è toccato quindi al capitello di via Porara, qualcuno ne ha distrutto la vetrata e la statua della Madonna conservata al suo interno è stata trovata frantumata in quattro pezzi a qualche metri di distanza. Pochi giorni dopo, una pensionata ha infine trovato un calice d’argento ai piedi del capitello di via Desman, sempre a Mirano.

G.B. – Il Corriere della Sera