Morti ospedali Toscana: rapporto ispettori,’Erano evitabili’

corsia ospedale1Grosseto, 1 dicembre 2013 – Parlano di “gravi incongruenze nella compilazione delle schede cliniche e errori nella somministrazione della cura” sollevando anche “interrogativi sulla competenza in merito alla presa in carico da parte dell’ospedale di pazienti giovani”. E di una “morte evitabile e quindi prevenibile”. Sono alcuni stralci del rapporto, riportati da alcuni quotidiani, degli ispettori del Ministero della Salute (Alessandro Ghirardini, Cristina Tamburini e Angela De Feo) inviati dal ministero della salute per fare luce sul decesso di Valentina Col, la 17enne romana, morta il 25 agosto scorso all’ospedale di Orbetello (Grosseto) a seguito di un’embolia polmonare. Per la morte della ragazzina il sostituto procuratore della Repubblica della Laura D’Amelio, ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone: otto medici e un radiologo del San Giovanni di Dio e un medico radiologo della clinica Cobellis di Vallo della Lucania, dove la ragazzina si era rivolta il 19 agosto per i dolori che continuava ad accusare dopo una caduta sulla spiaggia, durante una partita di pallavolo la vigilia di Ferragosto. “Non desideriamo entrare nel merito delle considerazioni che sarebbero riportate nella relazione ministeriale per molte buone ragioni, la prima delle quali e’ rappresentata, semplicemente, dal fatto che la stessa, inspiegabilmente, non e’ stata inviata all’azienda e, a quanto ci consta, nemmeno alla Regione”, e’ la replica della direzione aziendale della Asl 9 in merito al decesso di Valentina Col all’ospedale di Orbetello e alle conclusioni cui sarebbero giunti gli ispettori del Ministero. “Ci limitiamo a constatare, con sconcerto — dice la Asl 9 —, come la relazione degli ispettori ministeriali, invece, sembrerebbe essere gia’ a conoscenza della famiglia Col oltre che dei mezzi di informazione. L’Azienda ed i professionisti hanno fornito in sede di verifica ministeriale la piu’ ampia collaborazione, trasparenza e disponibilita’ cui, duole constatare, non e’ conseguito, metodologicamente, analogo comportamento. La Asl 9 si interroga anche sul reale ruolo e mandato, in questo come in altri casi, dei cosiddetti ispettori ministeriali che, evidentemente, si trovano a relazionare in assenza di contraddittorio non fornendo le proprie conclusioni anche a chi e’ stato oggetto di verifica dando ampia prova di collaborazione, disponibilita’ e trasparenza. Per tale ragione, la Asl, nel ribadire la piu’ ampia fiducia nella magistratura, e’ convinta che i professionisti che saranno eventualmente chiamati a rispondere potranno dimostrare la coerenza del percorso assistenziale”. (ANSA)