Afghanistan: da soldati italiani kit scuola e tutela bimbi da mine

afghanistan militari bambiniShindand (Afghanistan), 2 dicembre 2013 – I rischi in cui possono incorrere i bambini in caso di ritrovamento di mine e residuati bellici inesplosi sono al centro dei progetti che, in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia, sono stati avviati nei giorni scorsi nel distretto di Shindand, nell’Afghanistan occidentale, area dove opera il contingente italiano nell’ambito della missione Isaf. I progetti, “Sicurezza nelle Scuole” e “Alunno Felice”, sono svolti congiuntamente dall’Afghan National Army (ANA) – l’esercito afghano – e dalla Transition support unit center (TSU-C), l’unita’ di manovra su base 183ˆ reggimento paracadutisti “Nembo” di Pistoia. I programmi, voluti dal Dipartimento di Educazione di Shindand, sono stati sviluppati nell’ambito dell’attuale fase di transizione della missione Isaf che prevede il passaggio della leadership della sicurezza e della governance alle istituzioni locali. Entrambi sono nati dall’esigenza di diffondere la conoscenza ed elevare la sicurezza nelle fasce piu’ deboli della popolazione contro i rischi causati dal maneggiare oggetti rinvenuti, quali mine ed altri residuati bellici, oltre che per dotare di ausili didattici i piccoli alunni dei villaggi di Quanati, di Mogholan-e-Khone e della scuola Farqa Bisto Yak. Il colonnello Franco Merlino, comandante del 183ˆ reggimento paracadutisti Nembo, presente alla prima lezione del progetto “Sicurezza nelle Scuole”, ha espresso la “testimonianza di quanto i militari del contingente multinazionale, su base brigata meccanizzata Aosta, siano vicini alle necessita’ della popolazione locale”. Al termine della lezione i paracadutisti hanno consegnato ai presidi delle scuole 100 banchi da tre posti ciascuno, 400 zainetti, 18 grandi lavagne e materiali di cancelleria e generi alimentari acquistati con fondi del ministero della Difesa italiano, compresi 200 kit igienico sanitari. L’attivita’ a favore della rinascita e della ricostruzione avviata dal contingente italiano nell’area di responsabilita’ del Regional Command West ha visto nello stesso periodo la realizzazione di un pozzo d’acqua all’interno del villaggio di Mogholan-e-Khone, permettendo cosi’ alle donne di aver accesso alle risorse idriche in quanto, essendo in passato presente un solo pozzo al di fuori del villaggio stesso, solo gli uomini e i bambini potevano recarvisi per prelevare l’acqua.
Contemporaneamente, nel vicino villaggio di Mogholan-e-Now e’ stato ristrutturato un capannone pericolante per l’allevamento del bestiame e dei piu’ comuni animali da cortile che permettera’ di dare successivo impiego ad oltre 300 persone del vicino villaggio. La Transition support unit – center (TSU-C) e’ un’unita’ di manovra del Regional Command West su base 183ˆ reggimento paracadutisti Nembo, con sede in Pistoia.
L’area di responsabilita’ assegnata all’unita’ comprende parte della provincia di Herat, in particolare coincide con i distretti di Shindand, Adraskan, Chishti Sharif e Obeh. Confina a nord con il Turkmenistan, ad ovest con l’Iran ed e’ posta tra le province afghane di Badghish a nord-est, Ghowr a sud-est e Farah a sud. La TSU opera per favorire la sicurezza, lo sviluppo e la governabilita’ da parte delle autorita’ locali a favore della popolazione civile, in un’area ove la presenza di strutture governative legalmente riconosciute e’ ridotta al minimo. (AGI)