Gli strani suicidi delle mogli dei poliziotti americani

crime sceneNew York, 6 dicembre 2013 – Non rivela il suo nome per motivi di sicurezza. Vive in una località dello stato di Washington, costa ovest degli Stati Uniti. Si firma solo come “Cloudwriter” e scrive sul blog Behind the blue wall, dietro il muro blu. Il muro di complicità e coperture da parte di sceriffi e dipartimenti di polizia nei confronti dei loro colleghi. Agenti le cui mogli e compagne si sono tolte la vita in circostanze misteriose, strane, sospette. Episodi che sembrano, a prima vista, dei suicidi ma in realtà possono essere degli omicidi mascherati compiuti dagli stessi mariti-poliziotti. “Cloudwriter” indaga su ogni caso e cerca di vederci chiaro. Una missione resa possibile dall’aiuto di molte persone. Amici e famiglie delle vittime, ma anche semplici cittadini indignati per il codice del silenzio.

La battaglia di “Cloudwriter”, anche lei vittima di abusi, è un urlo nel silenzio dell’indifferenza, è uno strappo alla cortina di omertà. Crea gruppi di pressione, mobilita, impedisce che la versione ufficiale resti chiusa nel sacco nero dell’obitorio insieme alla donna “suicidata”. Chiarisce: non è una crociata contro un individuo, non sono un giudice, voglio solo capire quanto è avvenuto.

L’azione di Cloudwriter e di quanti la sostengono è stato raccontato in una drammatica ricostruzione interattiva sul sito del New York Times. Il quotidiano è tornato su un caso poco conosciuto. Quello di Michelle O’Connell, 24 anni, una figlia di 4, trovata senza vita nella sua casa di St. Augustin in Florida il 2 settembre 2010. Secondo la testimonianza del fidanzato, Jeremy Bank, agente in servizio con lo sceriffo della Saint John County, Michelle si è impadronita della sua pistola e si è sparata. Caso chiuso per le autorità: suicidio. Storia alla quale i genitori di Michelle non hanno mai creduto. Le loro proteste sarebbero rimaste confinate in questo angolo di Florida se non fosse intervenuta Cloudwriter.

La coraggiosa blogger scruta siti e giornali locali in cerca di vicende come questa. Un’indagine difficile perché spesso i dettagli sono scarni. A volte la notizia non riporta neppure i nomi delle persone coinvolte. E quello di Michelle O’Connell nella “breve” non c’era. Cloudwriter è risalita ai protagonisti, ha scavato sulle stranezze dell’episodio così come sul comportamento degli investigatori. Indagini fatte con i piedi, elementi trascurati, una gran fretta di scaricare tutto sulla povera Michelle. Manovra agevolata dal peso politico dello sceriffo. A Saint Augustin o in altre contee. Mettersi contro la stella può portare guai. Sono dei “signori” locali, eletti e rieletti, con agganci e protezioni.

La blogger ne ha scritto sul sito attirando centinaia di commenti. Nel gennaio 2011 il caso della mamma di St. Augustin è stato riaperto tra imbarazzi e comportamenti poco professionali da parte dei funzionari. A indagare è intervenuto un magistrato della Florida ma la conclusione è stata la stessa. Suicidio. Il verdetto che non ha chiuso le polemiche e non ha allontanato i sospetti sulla polizia quando deve indagare uno dei suoi. L’ostinato muro blu ha funzionato.

Guido Olimpio
Fonte: Il Corriere della Sera