Terremoto: 4 condanne per proteste in Regione Abruzzo, è polemica

Foto: archivio
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L’Aquila, 16 dicembre 2013 – Quattro persone sono state condannate per l’occupazione simbolica della Regione Abruzzo, avvenuta il 23 dicembre del 2010, nell’ambito di una protesta per chiedere la proroga al pagamento delle tasse nelle zone colpite dal sisma. La sentenza ha scatenato la polemica.

“Tre anni fa alla Regione eravamo in molti – sottolinea Appello per L’Aquila – Andammo dopo un’infuocata assemblea, cui partecipavano forze politiche, sindacali e di categoria. Il governo ci chiedeva la restituzione delle tasse; per la nostra economia allo stremo era vitale ottenere, al contrario, un rinvio. La nostra protesta fu portata al palazzo della Regione, che avrebbe dovuto essere aperto per il rientro pomeridiano degli impiegati. Trovammo invece i cancelli chiusi, come era capitato addirittura in occasione di sedute di consiglio regionale, sedute che notoriamente dovrebbero essere pubbliche”.

“Qualcuno riuscì ad aprire ugualmente, l’occupazione del palazzo vuoto fu pacifica e senza nessun danno (come ha testimoniato lo stesso direttore amministrativo della Regione) – continua – Entrati negli uffici degli amministratori regionali, il massimo del nostro dissenso venne espresso attaccando dei post-it sulle scrivanie! Ironizzammo su noi stessi per quel gesto debole! In serata, da Roma, arrivarono buone notizie: grazie anche a quell’iniziativa, venne accordata una proroga di altri sei mesi al pagamento dei tributi, una piccola boccata di ossigeno”.

“Oggi a pagare per quel gesto di attivismo civile, disinteressato e non-violento, sono solo in quattro – continua Appello per l’Aquila – Quattro scelti a caso dalla Questura, tanto da non essere identificati sul posto, come in altre inchieste e in altri processi. Cittadini puniti per il loro impegno, mentre gli sciacalli continuano a ridersela”.

Critiche anche dal Comitato 3e32. “Stamattina nelle aule di tribunale di Bazzano si è consumata un’ingiustizia vergognosa”, sottolinea in una nota il Comitato. “Ricordiamo tutti quel giorno, quando esasperati di fronte all’ennesima presa in giro del governo sulla restituzione dei tributi, in centinaia ed insieme ai rappresentanti delle categorie e delle istituzioni locali, decidemmo di occupare le stanze della regione e dell’allora commissario Chiodi, per chiedere equità di trattamento fiscale – continua – Grazie a quella protesta infatti, il governo, all’ultimo minuto, approvò un emendamento sulla riduzione e rateizzazione delle tasse da restituire, un risultato strappato grazie alla presenza ed alla determinazione di tutti”.

“Invece oggi, nell’incredulità generale, il giudice onorario Caporale ha condannato quattro persone, nonostante perfino il pubblico ministero avesse chiesto l’assoluzione per l’occupazione e nonostante diversi rappresentanti della Regione stessa avessero testimoniato il fatto che non ci sia stato nessun reale danneggiamento”, sottolinea. (Adnkronos)