Carceri: ecco le novita’ del decreto legge (SCHEDA)

lettacancellieriRoma, 17 dicembre 2013 – L’istituzione del garante nazionale per i detenuti, il braccialetto elettronico per chi sta ai domiciliari, la liberazione anticipata per buona condotta, norme per i detenuti tossicodipendenti ed extracomunitari, e un generale ampliamento della possibilità di ricorso alle misure alternative. Sono queste le principali misure contenute nel decreto legge sulle carceri approvato dal Consiglio dei ministri. Il decreto, si legge in una scheda esplicativa del ministero della Giustizia, ”nasce dalla necessità di restituire alle persone detenute la possibilità di un effettivo esercizio dei diritti fondamentali e di affrontare il fenomeno dell’ormai endemico sovraffollamento carcerario, nel rispetto delle fondamentali istanze di sicurezza della collettività. Tenendo conto anche delle sollecitazioni provenienti dal Presidente della Repubblica, dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo, si introduce un pacchetto di misure che operano su distinti piani”. L’obiettivo, la riduzione del sovraffollamento carcerario, viene perseguito ”attraverso misure dirette ad incidere sia sui flussi di ingresso negli istituti di pena che su quelli di uscita dal circuito penitenziario”.

Per i detenuti tossicodipendenti si introduce lo ‘spaccio di lieve entità’. ”La norma non impedisce l’arresto e l’applicazione di misure cautelari e prevede la riduzione, nel massimo della pena edittale, da sei a cinque anni. Per quanto attiene all’affidamento terapeutico si interviene esclusivamente per ampliare le ipotesi concessione anche ai casi di precedenti violazioni (come indicato dalla Corte Costituzionale) che ovviamente continuano ad essere sottoposte ad una valutazione del Giudice”

Per quanto riguarda la liberazione anticipata, spiega il ministero, ”si tratta di un aumento che produce potenzialmente un aumento di soli due mesi l’anno. Ne consegue che l’applicazione retroattiva comporta una contenuta anticipazione di una uscita che si verificherebbe comunque in tempi brevi. Non si tratta di una misura automatica e non si determina una liberazione immediata (in massa) di un numero rilevante di detenuti, ma è spalmata nel tempo e comunque sottoposta alla rivalutazione del Giudice che deve verificare il corretto comportamento dei detenuti”. La misura, si sottolinea, ”è indispensabile per adeguarsi alla sentenza Torreggiani della Corte Europea dei diritti dell’uomo che impone l’adozione di misure compensative interne per il sovraffollamento.

Una parte rilevante del dl riguarda il rafforzamento degli strumenti di tutela dei diritti delle persone detenute: ”Viene istituita la figura del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute; viene previsto un nuovo procedimento giurisdizionale davanti al magistrato di sorveglianza (caratterizzato da meccanismi diretti a garantire l’effettività delle decisioni giudiziarie, nella prassi troppo spesso inevase); vengono introdotte norme dirette a semplificare la trattazione di alcune materie di competenza della magistratura di sorveglianza, sulla quale graverà, in termini organizzativi, il peso dell’intervento d’urgenza”.

Il decreto interviene inoltre ”sulla disciplina di espulsione per detenuti non appartenenti alla Ue”. L’anticipazione delle procedure di identificazione prevista dal dl ”è funzionale anche ad evitare il frequente transito dal carcere ai Cie”. L’avvio delle procedure fin dal momento dell’arresto ”potrà ridurre i tempi di permanenza presso i Cie in caso di anticipata scarcerazione con un evidente riduzione del rischio di non identificazione nei 18 mesi. Peraltro verso la corretta applicazione della norma produrrà un numero minore di detenuti con effetti positivi sul sovraffollamento”. La norma ”potrà rafforzare l’azione dei due ministeri di Interni e Giustizia nei confronti dei consolati per ottenere l’identificazione degli stranieri in tempi più rapidi”. Si tratta comunque, chiarisce la nota, ”di detenuti che, espiata la pena, dovrebbero comunque essere espulsi”. ”L’ampliamento delle possibilità di utilizzo del c.d. braccialetto elettronico nel luogo di dimora e per la detenzione domiciliare rappresenta, infine – spiega il ministero – una sicura garanzia in ordine al mantenimento di adeguati standard di controllo istituzionale sugli autori di reato.

”E’ importante sottolineare, come le misure proposte non segnino affatto un generalizzato depotenziamento della risposta giudiziaria penale, presuppongono anzi sempre e comunque una valutazione da parte del giudice – chiarisce via Arenula – E’ il caso, ad esempio, della c.d. liberazione anticipata speciale, che oltre a costituire un istituto temporaneo, in realtà realizza il mero ampliamento della portata di un beneficio già presente nell’ordinamento penitenziario, anticipando un effetto, quello della liberazione, che comunque si produrrebbe. Inoltre, ”restano ferme le misure di rigore nei confronti delle forme più aggressive di criminalità organizzata, mentre gli istituti di favore introdotti non impediscono, in caso di successive condotte negative da parte dei beneficiari, di attivare efficaci meccanismi reattivi, impedendo ogni successivo accesso a soluzioni di tipo premiale”.(Adnkronos)