Caccia al serial killer evaso. “E’ pericoloso e armato”

bartolomeo gaglianoE’ caccia in tutta Italia a Bartolomeo Gagliano, 55 anni, evaso durante un permesso premio dal carcere di Marassi, a Genova. Per gli inquirenti si tratta di un soggetto pericoloso e, per di piu’, e” armato di una pistola. Gagliano a Genova stava scontando una pena detentiva – un cumulo pene – per reati contro il patrimonio, furti e rapine a mano armata. Era stato incarcerato nel 2006 e sarebbe tornato libero nell’aprile 2015.

Cancellieri: serial killer evaso e’ fatto gravissimo

In passato era stato incriminato e arrestato nel 1981 per l’omicidio della prostituta savonese Paolina Fedi, per cui aveva scontato 8 anni nel manicomio criminale di Montelupo Fiorentino. Nel 1989 era evaso ed aveva ucciso un transessuale, Francesco Panizzi, commettemdo altri due tentativi di omicidio.
Era stato nuovamente arrestato, ma giudicato completamente incapace di intendere e volere. Nella sua lunga carriera criminale si contano rapine, lesioni, aggressioni, porto abusivo di armi ed altri reati minori. Da ieri mattina, quando non e’ rientrato in carcere, risulta irreperibile e armato di una pistola, la stessa con cui ha sequestrato il panettiere savonese che ha costretto ad accompagnarlo a Genova da cui poi e’ fuggito.

DIRETTORE CARCERE, ORMAI ERA TRANQUILLO

“Ormai Bartolomeo Gagliano era diventato una persona tranquilla. Era seguito da un pool di esperti che lo teneva sotto controllo e di lui credevamo di poterci fidare per il rientro”. Lo ha detto il direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo, sorpreso dall’evasione di Gagliano. “Era al suo secondo permesso, la prima volta era rientrato e anche in questo crediamo volesse rientrare – ha aggiunto – Alle 6 di ieri mattina ha costretto un uomo di Savona a portarlo a Genova proprio perche’ alle 9 aveva il rientro. Ha cambiato idea all’ultimo momento. E’ stato vittima di un attimo di follia”. Mazzeo ha aggiunto che il magistrato di sorveglianza che gli ha concesso il permesso “lo ha fatto – ha detto – con grande scrupolo e sulla base della valutazione degli esperti che lo seguivano, psichiatri e assistenti sociali”. Mazzeo ha concluso dicendo che “Meno dell’uno per cento dei detenuti in permesso evadono. Noi non abbiamo valutazioni certe ma statistiche. Per noi sarebbe rientrato, avendo anche solo un anno e poco piu’ da scontare”.

IL SODALIZIO DI SANGUE CON IL RAPINATORE SEDDA

Bartolomeo Gagliano non ha sempre agito da solo. Il serial killer aveva come complice Francesco Sedda, conosciuto nella cella che occupava con lui nell’OPG di Montelupo Fiorentino.
Insieme, secondo quanto riportano Ruben De Luca e Vincenzo Maria Mastronardi nel volume ‘I serial killer’ (Newton Compton, 894 pagine) uccisero un transessuale e un travestito, ferirono gravemente una prostituta, il tutto nell’arco di una sola settimana di liberta, nella zona di Genova e provincia.
Bartolomeo Gagliano, scrivono i due autori, crebbe in una famiglia normale e da adulto sviluppo’ numerose turbe sessuali, ossessionato dalle riviste pornografiche. A 22 anni, nel gennaio del 1981, era prossimo al matrimonio malgrado avesse una relazione clandestina con una prostituta tossicodipendente.
La donna minacciava di raccontare tutto alla fidanzata di Gagliano; lui la colpi’ ripetutamente alla testa con un grosso sasso e lascio’ il cadavere sfigurato lungo l’autostrada Genova-Savona. Poche ore dopo si costitui’ alla polizia.

Fu giudicato infermo di mente e condannato a dieci anni di manicomio giudiziario, dove conobbe Sedda, che aveva addosso una moltitudine di precedenti penali, soprattutto per rapina.
Nel 1983, sfruttando una breve licenza concessa dai medici, Gagliano sequestro’ un’intera famiglia e, inseguito dalla polizia, si mise a sparare a caso per le strade di Savona, fortunatamente senza colpire nessuno. Gagliano e Sedda divennero inseparabili e l’11 gennaio 1989 evasero e fecero perdere le proprie tracce. Tra l’8 e il 15 febbraio, commisero due omicidi e un tentato omicidio, poi il 20 febbraio Gagliano fu arrestato durante un controllo casuale. Qualche qualche giorno dopo Sedda si costitui’. Il 7 marzo 1990, Gagliano fuggi’ ancora, questa volta dal manicomio di Reggio Emilia.
Durante la latitanza, frequento’ una ragazza che aveva conosciuto anni prima e, un mese dopo, la feri’ al volto con un colpo di pistola. Catturato di nuovo, evase un mese dopo, ma fu ripreso senza che avesse il tempo di fare male a nessuno. Nel frattempo, anche Sedda era evaso partecipo’ con altri criminali a una rapina durante la quale fu ucciso un passante. Catturato e rimandato in OPG, Sedda mori’ a 36 anni di AIDS. (AGI)