Chiede di curare il padre malato ma va in vacanza, condannato impiegato comunale

giustizia processo tribunaleAveva chiesto e ottenuto un permesso di sei mesi dal lavoro per assistere il padre invalido invece il dipendente se n’era andato in vacanza a Hong Kong

Bergamo, 18 novembre 2013 – Aveva chiesto e ottenuto, come consente la legge 104, un permesso di sei mesi dal lavoro per poter raggiungere Agrigento, la sua città natale, e assistere l’anziano padre, invalido, che in quel periodo non stava bene e aveva seri problemi di salute. Ma invece di prendersi cura del genitore, secondo le contestazioni del pubblico ministero Fabrizio Gaverini, un dipendente del Comune di Curno, G.R., 34 anni, nell’ottobre 2010, per 10 giorni, se n’era andato in vacanza a Hong Kong, postando anche le foto dei suoi giorni spensierati in Oriente su Facebook, corredate da commenti entusiasti e felici. Immagini che lo ritraevano al suo arrivo in aeroporto e in compagnia di belle ragazze del posto.

Era stato proprio il social network, ormai diventato un vero e (Bergano) proprio diario, a consentire di scoprire l’inganno ai danni dell’amministrazione comunale. Un suo collega, spulciando la sua pagina Facebook, si era infatti imbattuto nelle foto, postate proprio nel periodo in cui G.R. sarebbe dovuto essere in Sicilia dal padre. Messo al corrente dell’episodio, il segretario comunale aveva avvertito immediatamente la Procura della Repubblica di Bergamo. Al termine dell’inchiesta, il dipendente era stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di truffa e di falso.

Quest’ultima ipotesi di reato era relativa al fatto che il 34enne, sempre stando alle contestazioni degli inquirenti, aveva alterato il certificato medico dell’anziana madre per dimostrare che anche lei aveva problemi di salute e che lui era l’unico a potersi prendere cura del padre in quel periodo. Ieri l’intera vicenda è approdata sul tavolo del giudice dell’udienza preliminare Patrizia Ingrascì. Il dipendente comunale, che era difeso dall’avvocato Fabio Savoldi, con il consenso del pm Fabrizio Gaverini, ha scelto di uscire dal procedimento giudiziario patteggiando una condanna a 6 mesi di reclusione, con i benefici della sospensione condizionale della pena. L’uomo in precedenza aveva già provveduto a risarcire con 17mila euro il Comune.

M.A.
Fonte: Il Giorno