Voleva rubare l’identità a un Ufficiale della Marina Militare: arrestato

carabinieri54Padova, 19 dicembre 2013 – I Carabinieri della stazione di Strà hanno proceduto all’arresto con l’accusa dei reati di falsità materiale commessa dal privato, false attestazioni o dichiarazioni ad un pubblico ufficiale sull’identità o su qualità personali proprie o di altri, false dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie o di altri, usurpazione di titoli o di onori Nicolae Marcel Di Gennaro, 26 anni, residente a Taranto.
I militari sono intervenuti presso l’ufficio anagrafe di Fiesso d’Artico, in quanto era stato segnalato che un individuo stava richiedendo il duplicato della carta di identità, ma vi erano delle anomalie.
Sul posto hanno trovato un uomo, il quale qualificandosi come un ufficiale della Marina Militare forniva le esatte generalità di una persona che risiede a Fiesso d’Artico e che e’ effettivamente un Ufficiale della Marina.
Da un immediato riscontro effettuato con la foto del cartellino biografico dell’anagrafe, emergeva che si trattava di un’altra persona. Pertanto l’individuo veniva accompagnato presso gli uffici della Stazione di Strà e sottoposto ad accertamenti segnaletici, attraverso le impronte digitali, veniva identificato in Nicolae Marcel Di Gennaro, 26enne di Taranto.
Sottoposto a perquisizione veniva trovato in possesso di una dichiarazione di smarrimento presentata presso la Questura di Roma in data 10.12.2013, con le generalità della persona residente a Fiesso d’Artico; un certificato di Stato di Famiglia rilasciato dal Comune di Conselve (PD) in data 13.12.2013, recante i nominativi di familiari della persona residente a Fiesso d’Artico; un estratto per riassunto di atto di nascita rilasciato dal Comune di Vicenza – Stato Civile in data 12.12.2013, recante il nominativo della persona residente a Fiesso d’Artico; un certificato di nascita rilasciato dal Comune di Vicenza – servizi Demografici in data 12.12.2013, recante il nominativo della persona residente a Fiesso d’Artico.
Sottoposto a giudizio per direttissima, davanti al Tribunale, ha patteggiato una pena di 10 mesi di reclusione convertiti in 20 mesi di libertà controllata.

Fonte: La Nuova di Venezia